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Taranto, 80enne travolto e ucciso da un toro: la tragedia mentre raccoglieva asparagi

Pubblicato: 15/03/2026 10:53

In una tranquilla pomeriggio di campagna nelle campagne di Crispiano, in provincia di Taranto, un episodio già di per sé drammatico ha assunto un esito tragico. Un contadino ottantenne, impegnato in attività quotidiane nella sua terra, è stato colto di sorpresa da un animale domestico di grande stazza, perdendo poi la vita tra dolore e interrogativi che ora si sono spostati sulle responsabilità e sulle condizioni di sicurezza nelle aree rurali. La notizia, raccolta da più fonti d’informazione italiane, fa riflettere sulla fragilità di chi lavora in campagna e sulle dinamiche spesso sottovalutate negli ambienti agricoli.

Toro: l’attacco improvviso nelle campagne di Crispiano

Nel pomeriggio di venerdì 13 marzo, secondo le prime ricostruzioni, l’anziano agricoltore si trovava nei campi della sua proprietà quando un toro, probabilmente fuoriuscito da un recinto vicino, lo ha colto alle spalle con violenza. Mentre l’uomo stava raccogliendo asparagi a pochi metri da una mandria di mucche, l’animale lo ha caricato, incornandolo più volte e lasciandolo gravemente ferito a terra. La scena, così rapida e feroce, non ha lasciato spazio a reazioni tempestive: l’uomo, ferito gravemente, è stato trovato in una pozza di sangue da chi ha assistito alla scena.

I presente hanno subito allertato i soccorsi, mentre le prime verifiche concettuali sulla dinamica stanno ora orientando le indagini verso la possibilità che il toro, probabilmente fuori dal controllo, abbia aggredito senza preavviso. Sulla circostanza è stata allertata anche la magistratura competente insieme ai carabinieri di Taranto, che stanno cercando di accertare non solo la dinamica esatta dei fatti ma anche eventuali responsabilità sul mancato controllo dell’animale.

Soccorso e ospedale: la lotta per la vita dell’agricoltore

Immediato è stato l’intervento dei sanitari del 118, giunti sul luogo dopo la chiamata di emergenza. Stabilizzato sul posto e trasportato in codice rosso al pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto, l’anziano è arrivato in condizioni estremamente critiche. Qui, nonostante un intervento chirurgico disperato e il continuo impegno dei medici, l’uomo non ha mai ripreso conoscenza.

Il ricovero nel reparto di Rianimazione è durato quasi 24 ore, durante le quali i sanitari hanno cercato in ogni modo di contrastare le gravissime lesioni riportate: numerose fratture e organi interni compromessi hanno reso impossibile la ripresa. L’80enne è morto ieri, sabato 14 marzo, lasciando dietro di sé un profondo senso di sgomento nella comunità locale, tra affetti e conoscenti che lo ricordano come un lavoratore instancabile.

Indagini: dinamica, responsabilità e domande aperte

La vicenda ha sollevato interrogativi sulle condizioni di sicurezza nelle aree rurali e sulla gestione degli animali da allevamento. I carabinieri, insieme alla Procura della Repubblica del luogo, hanno avviato un’indagine per ricostruire con precisione ciò che è accaduto e per stabilire se vi siano stati errori o omissioni nella custodia dell’animale. A tal proposito, la salma dell’uomo è stata posta a disposizione del pubblico ministero per eventuali accertamenti medico-legali, inclusa la possibilità di un’autopsia sul corpo.

La tragedia di Crispiano si colloca in un quadro più ampio di episodi in cui agricoltori e lavoratori rurali si trovano a fronteggiare rischi imprevedibili legati alla natura e alla gestione degli animali. La comunità locale resta scossa, mentre le autorità continuano a cercare risposte concrete per dare almeno un senso a quanto accaduto, per prevenire simili eventi e tutelare chi quotidianamente lavora nelle campagne.

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