
Il mondo della musica italiana è in lutto per la scomparsa di Paki Canzi, cantante e musicista noto per aver guidato la storica band beat I Nuovi Angeli. L’artista è morto all’età di 78 anni domenica 15 marzo, lasciando un segno importante nella storia della musica pop italiana tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta.
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Con brani diventati simbolo di un’epoca, come “Donna felicità”, “Ragazzina, ragazzina”, “Anna da dimenticare” e “Singapore”, Canzi aveva conquistato il pubblico italiano e internazionale, contribuendo al successo di una stagione musicale che ha accompagnato più generazioni.
La camera funeraria è stata allestita a Vignate, in provincia di Milano, presso la struttura La Vignatese, mentre il funerale laico si terrà mercoledì 18 marzo alle ore 11. Negli ultimi anni il cantante viveva tra Milano e Peschiera Borromeo e continuava a esibirsi dal vivo, mantenendo un legame costante con il suo pubblico.
Proprio nei giorni successivi alla sua scomparsa era previsto un nuovo appuntamento musicale: il 20 marzo avrebbe dovuto tenere un concerto all’Auditorium di Bareggio, sempre nel milanese, insieme ai musicisti Aldo Valente e Marco Bonino.

Il successo con i Nuovi Angeli
Paki Canzi è stato il volto e la voce dei Nuovi Angeli, gruppo che ha segnato la scena pop italiana tra gli anni Sessanta e Settanta. Nato a Milano l’8 settembre 1947, il cantante ha contribuito alla diffusione del beat italiano con una serie di successi che hanno venduto milioni di copie.
Nel corso della loro carriera, I Nuovi Angeli hanno raggiunto risultati straordinari, arrivando a vendere circa otto milioni di dischi. Il gruppo si impose nel panorama musicale grazie a melodie immediate e a brani destinati a restare nella memoria collettiva.
Il grande successo arrivò nel 1969 con “Ragazzina, ragazzina”, versione italiana del brano “Mendocino” dei Sir Douglas Quintet. La canzone portò la band ai vertici delle classifiche e contribuì a consolidare la popolarità del gruppo.
La consacrazione definitiva arrivò nel 1971 con “Donna felicità”, una delle canzoni più celebri della band, scritta anche da Roberto Vecchioni e Andrea Lo Vecchio. Il singolo vendette oltre un milione e mezzo di copie e ottenne grande successo anche fuori dall’Italia.
Tra gli altri brani che hanno caratterizzato il repertorio dei Nuovi Angeli figurano “Uakadì Uakadù”, “Singapore” e “Anna da dimenticare”, rimasta a lungo nelle classifiche italiane.

Una vita dedicata alla musica
La passione di Paki Canzi per la musica nacque molto presto. Fin da bambino si avvicinò allo studio del pianoforte e frequentò il conservatorio, iniziando a costruire le basi di quella che sarebbe diventata una lunga carriera artistica.
All’inizio degli anni Sessanta fondò il duo Paki & Paki insieme a Pasquale Andriola. Con questa formazione incise i primi singoli e partecipò al Festivalbar del 1964, iniziando a farsi conoscere nel panorama musicale italiano.
La svolta arrivò nel 1966 con la nascita dei Nuovi Angeli, gruppo formato insieme a Alberto Pasetti, Renato Sabbioni e Ricky Rebaioli. Dopo le prime incisioni e le partecipazioni a rassegne musicali, la band riuscì a conquistare il grande pubblico grazie ai brani che segnarono l’epoca del beat italiano.
Il legame con il pubblico negli anni successivi
Con la fine della stagione d’oro degli anni Settanta, la formazione dei Nuovi Angeli subì diversi cambiamenti. Nonostante le trasformazioni del gruppo, Paki Canzi rimase sempre il punto di riferimento della band.
Nel corso degli anni ha continuato a esibirsi dal vivo come cantante e pianista, portando in tournée i successi che avevano reso celebre il gruppo. La sua presenza costante sul palco ha contribuito a mantenere vivo il rapporto con il pubblico e a far conoscere quelle canzoni anche alle generazioni successive.
La morte di Paki Canzi segna così la scomparsa di uno dei protagonisti della musica leggera italiana, artista che con la sua voce e il suo stile ha accompagnato un periodo importante della storia del pop italiano.


