
C’è qualcosa di profondamente simbolico nel trionfo di KPop Demon Hunters agli Oscar come miglior film di animazione. Non è soltanto la vittoria di un film: è la consacrazione di un fenomeno culturale che negli ultimi mesi ha invaso camerette, tablet, televisori e cortili delle scuole. Perché il vero pubblico di questo film sono loro: i bambini.
Musica pop e fantasia: la formula perfetta
Colorato, veloce, pieno di musica e di personaggi immediatamente riconoscibili, KPop Demon Hunters ha fatto qualcosa che solo i grandi successi dell’animazione riescono a fare: trasformarsi in un universo da abitare, non solo in una storia da guardare. I piccoli spettatori non si limitano a seguire le avventure delle protagoniste che combattono demoni mentre cantano come star del K-pop: le imitano, le cantano, le disegnano, le raccontano agli amici. È la forza di un racconto che unisce due mondi potentissimi nell’immaginario infantile: la musica pop, energica e contagiosa; la fantasia epica, fatta di mostri, magie e battaglie spettacolari. Il risultato è un film che vive ben oltre lo schermo. Nelle scuole si canticchiano le canzoni, nei giochi si ricreano le battaglie contro i demoni, e sui social i video dei bambini che ballano le coreografie del film si moltiplicano.
L’Oscar che certifica un fenomeno
L’Oscar, in fondo, certifica proprio questo: l’impatto reale sull’immaginario delle nuove generazioni. L’animazione, quando funziona davvero, non parla solo al pubblico adulto che la premia nelle grandi cerimonie. Parla soprattutto ai più piccoli, che trasformano un film in un fenomeno. E in questo senso KPop Demon Hunters ha già vinto molto prima di salire sul palco degli Academy Awards: ha conquistato il pubblico più difficile e più sincero di tutti, quello dei bambini.

