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Sondaggio politico La7: Pd cala e M5S cresce, Fratelli d’Italia stabile

Pubblicato: 16/03/2026 22:17

Il panorama politico italiano, stando alle ultime rilevazioni demoscopiche effettuate da Swg per il Tg La7 e diffuse nella serata del 16 marzo 2026, appare caratterizzato da una sostanziale resilienza dei blocchi principali, sebbene si inizino a intravedere piccoli ma significativi smottamenti nelle aree di opposizione. In un contesto dominato dall’attesa per il prossimo referendum sulla riforma della giustizia, il quadro delle intenzioni di voto offre uno spaccato di un elettorato che sembra confermare la fiducia nel partito di maggioranza relativa, mentre penalizza leggermente la principale forza della coalizione progressista a vantaggio della componente populista e movimentista del centrosinistra.

Consolidamento della leadership meloniana

Fratelli d’Italia si conferma ancora una volta come la forza trainante dell’intero sistema politico nazionale. Il partito guidato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni mantiene una quota di consensi pari al 29,4%, una cifra che non ha subito variazioni nell’ultima settimana e che testimonia una capacità di tenuta notevole nonostante le sfide della manovra finanziaria e le tensioni internazionali. Questo dato permette alla compagine di governo di guardare con una certa serenità agli impegni istituzionali immediati, mantenendo una distanza di sicurezza ragguardevole nei confronti di tutti gli inseguitori e consolidando il ruolo del premier come perno centrale della stabilità governativa.

Difficoltà nel Campo largo

Se il centrodestra gode della solidità del suo azionista di maggioranza, il fronte dell’opposizione vive una fase di riassestamento interno che non sembra favorire una crescita complessiva. Il Partito Democratico, sotto la guida di Elly Schlein, subisce una leggera flessione dello 0,1%, scivolando al 21,7%. Questo calo, sebbene numericamente contenuto, indica una difficoltà nel capitalizzare il malcontento sociale e un probabile travaso di voti verso l’alleato-concorrente guidato da Giuseppe Conte. Il Movimento 5 Stelle, infatti, è l’unico tra i partiti maggiori a mostrare un segno positivo, crescendo dello 0,2% e portandosi al 12,3%, segnalando una vitalità che mette pressione alla leadership del Pd per l’egemonia nell’area progressista.

Arretramento delle forze minori della coalizione

Un dato interessante che emerge dal sondaggio odierno riguarda la performance dei partner di governo e delle forze minori di sinistra, che sembrano risentire negativamente dell’attuale fase politica. Forza Italia, la Lega e Alleanza Verdi e Sinistra condividono lo stesso destino negativo, registrando tutte una perdita dello 0,2%. Per quanto riguarda i partiti della maggioranza, Forza Italia si attesta all’8%, mentre la Lega scende al 6,8%, la stessa identica percentuale raccolta da AVS. Questo calo sincronizzato suggerisce una polarizzazione del dibattito che tende a premiare i partiti di testa o quelli che riescono a cavalcare temi specifici con maggiore radicalità.

Dinamiche nel centro e nuove formazioni

Scendendo nella parte bassa della classifica delle preferenze, si nota una frammentazione che continua a caratterizzare l’area centrista e le nuove proposte politiche. Azione di Carlo Calenda e la nuova formazione Futuro Nazionale, che fa capo a Roberto Vannacci, si trovano attualmente in una posizione di perfetto equilibrio al 3,5%. Per Vannacci si tratta di un risultato che conferma l’esistenza di un bacino elettorale consolidato, mentre per Calenda rappresenta una sfida per superare le soglie di sbarramento più alte. In coda si registra la sofferenza di Italia Viva, che scende al 2,3%, seguita da +Europa all’1,5% e Noi Moderati che chiude la rilevazione con l’1,1% dei consensi.

Impatto del contesto referendario

Bisogna considerare che queste cifre vengono rilevate in una settimana cruciale, ovvero a pochi giorni dal voto popolare sulla giustizia, un tema che storicamente divide l’opinione pubblica italiana e che potrebbe aver influenzato le risposte degli intervistati. La stabilità di Fratelli d’Italia potrebbe derivare da una chiara identificazione dell’elettorato con le posizioni governative sulla riforma, mentre la crescita del Movimento 5 Stelle potrebbe essere legata a una comunicazione più incisiva sui temi della legalità e del contrasto alle modifiche proposte. La flessione generalizzata di molti altri partiti indica invece un possibile disorientamento di una parte dei cittadini di fronte a una campagna elettorale tecnica e molto polarizzata.

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