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Famiglia nel bosco, i servizi social vogliono vietare le videochiamate tra i bimbi e la mamma: “Li innervosiscono”

Pubblicato: 17/03/2026 17:40

Il caso della cosiddetta famiglia nel bosco continua a scuotere l’opinione pubblica e a sollevare interrogativi profondi sulla gestione dei minori da parte delle istituzioni italiane. Secondo le ultime indiscrezioni raccolte da Fanpage.it, la situazione si è ulteriormente inasprita dopo l’allontanamento di Catherine Birmingham dalla casa famiglia di Vasto. Attualmente, i servizi sociali starebbero valutando una misura estrema: la sospensione delle videochiamate tra la madre e i suoi figli. Questa ipotesi nasce da una relazione tecnica in cui si legge che i bambini manifesterebbero un forte nervosismo e un repentino mutamento dell’umore subito dopo aver interagito virtualmente con la figura materna. La vicenda, che vede coinvolta la coppia anglo-australiana composta da Catherine e Nathan Trevallion, si arricchisce così di un nuovo capitolo fatto di tensioni legali e pareri psicologici contrastanti.

Il fallimento delle istituzioni secondo la difesa

Il professor Tonino Cantelmi, psichiatra e consulente della difesa, ha espresso parole durissime nei confronti delle modalità operative adottate dai servizi sociali e dalle educatrici. Secondo l’esperto, la proposta di limitare i contatti a distanza non è che la conferma di un fallimento relazionale da parte delle autorità. Cantelmi sostiene che non siano state messe in campo le necessarie competenze psicologiche e che sia mancata una reale integrazione con il supporto della neuropsichiatria infantile. Per la difesa, l’irritazione dei bambini non dovrebbe essere interpretata come un segnale di pericolosità della madre, ma come la naturale reazione di minori che soffrono per una separazione forzata e prolungata. La critica si sposta quindi sulla capacità delle istituzioni di costruire un autentico percorso di aiuto, piuttosto che limitarsi a misure restrittive che rischiano di traumatizzare ulteriormente il nucleo familiare.

Un’ordinanza che divide i genitori

L’attuale quadro giuridico nasce da un provvedimento del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila che ha disposto l’allontanamento della madre, definita in alcuni passaggi dei rapporti come ostile o non collaborativa. Tuttavia, la stessa ordinanza sottolineava l’importanza di garantire incontri sorvegliati e contatti a distanza, inclusi quelli digitali. Il fatto che oggi i servizi sociali mettano in discussione persino queste brevi finestre di dialogo appare ai legali della coppia, Marco Femminella e Danila Solinas, come un paradosso inaccettabile. Mentre la figura materna viene progressivamente isolata, i giudici hanno invece spinto per un intensificarsi dei rapporti con il padre, Nathan. Questa disparità di trattamento sembrava preludere a un parziale ricongiungimento, con la possibilità per l’uomo di abitare in un alloggio green messo a disposizione dal Comune di Palmoli, ma i nuovi sviluppi sembrano allontanare questa prospettiva.

La proposta per la riunificazione familiare

Il ricorso presentato dagli avvocati punta dritto alla riunificazione totale della famiglia. L’obiettivo è riportare i figli sotto lo stesso tetto dei genitori in un’abitazione idonea, garantendo comunque un monitoraggio costante da parte di un’équipe socio-sanitaria della Asl. Cantelmi sottolinea come i genitori abbiano già manifestato la massima disponibilità a superare le criticità sollevate in passato, specialmente quelle relative all’istruzione e alla socializzazione dei minori. La coppia si è detta pronta a iscrivere i figli a percorsi di doposcuola e a potenziare la scuola parentale, dimostrando una volontà di integrazione con il sistema educativo italiano. Secondo il consulente, la coppia genitoriale possiede una buona funzionalità interna e il benessere dei bambini passerebbe necessariamente attraverso il ripristino del legame con entrambi i genitori, superando la logica della sottrazione che ha caratterizzato gli ultimi mesi.

Il ruolo della politica e dei media

La vicenda ha ormai travalicato i confini della cronaca locale, diventando un caso politico nazionale. Recentemente, il presidente del Senato Ignazio La Russa ha invitato i genitori a Palazzo Madama, un gesto che ha suscitato diverse reazioni a pochi giorni dal referendum. Anche figure del mondo dello spettacolo e dei social, come la tiktoker Rita De Crescenzo, hanno espresso il desiderio di portare conforto alla famiglia. In questo clima di estrema pressione mediatica, i giudici dovranno decidere se accogliere le istanze della difesa o se confermare la linea del distanziamento. Il nodo centrale resta la valutazione della capacità genitoriale dei due coniugi, un accertamento tecnico che determinerà se i figli potranno tornare a vivere con Catherine e Nathan o se il loro destino sarà ancora legato a strutture di accoglienza lontane dai boschi dove sono cresciuti.

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