
La riforma della giustizia al centro del referendum rappresenta, secondo Fratelli d’Italia, un passaggio destinato a segnare una svolta nel sistema giudiziario italiano. È quanto ha sostenuto Arianna Meloni, responsabile della segreteria e del tesseramento del partito, intervenendo alla manifestazione conclusiva “Roma per il sì” al Palazzo dei Congressi.
Secondo Meloni, il voto referendario riguarda una riforma che gli italiani attendono da decenni e che potrebbe cambiare in modo strutturale il funzionamento della giustizia.
“Una riforma che può fare la storia”
Nel suo intervento, Arianna Meloni ha definito il referendum un passaggio decisivo. “Quello che vogliamo approvare è un fatto storico, questa è una riforma che può fare la storia, gli italiani la aspettano da oltre 30 anni”, ha dichiarato dal palco della manifestazione.
L’esponente di Fratelli d’Italia ha sottolineato come il provvedimento venga presentato come una riforma di sistema, con l’obiettivo di modernizzare la giustizia italiana.
“Magistratura più libera e indipendente”
Meloni ha respinto le critiche sull’impatto della riforma, sostenendo che l’intervento rafforzerebbe l’autonomia della magistratura. Secondo la sua posizione, la riforma contribuirebbe a rendere i magistrati più liberi sia dalle interferenze politiche sia dalle dinamiche interne alle correnti.
“Questa riforma rafforza l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, la rende libera dai condizionamenti della politica e dalle correnti politicizzate”, ha affermato.
Nel suo intervento ha inoltre criticato quella che ha definito una narrazione distorta sul rapporto tra politica e giustizia, parlando di “fake news” e sostenendo che la riforma sia sostenuta anche da esponenti del mondo giuridico e politico non appartenenti alla maggioranza.
Separazione delle carriere e confronto europeo
Tra i punti centrali del dibattito, Meloni ha richiamato il tema della separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante, indicandolo come uno standard già diffuso in Europa.
“Le uniche nazioni rimaste in Europa che non hanno la separazione delle carriere sono l’Italia e la Grecia”, ha sottolineato. Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, l’introduzione di questo principio rappresenterebbe un passo verso un sistema giudiziario più moderno e allineato agli altri Paesi europei.
Gli obiettivi della riforma
Nel suo intervento, Arianna Meloni ha descritto la riforma come un intervento complessivo finalizzato a migliorare il funzionamento della giustizia. Tra gli obiettivi indicati: una giustizia più efficiente, più responsabile, più meritocratica e più equa.
“La riforma porta l’Italia nella modernità e consegna ai cittadini una giustizia più giusta”, ha concluso. Il referendum si inserisce così in un confronto politico e istituzionale destinato a segnare uno dei principali temi del dibattito pubblico nei prossimi mesi.


