Vai al contenuto

Epatite A a Napoli, scatta il divieto di consumare frutti di mare crudi: casi in forte aumento

Pubblicato: 19/03/2026 22:34

L’allarme per la diffusione dell’epatite A a Napoli si intensifica e spinge il Comune ad adottare misure urgenti per contenere il contagio. Il sindaco Gaetano Manfredi ha firmato un’ordinanza che vieta il consumo di frutti di mare crudi, dopo che i dati sanitari hanno evidenziato una crescita anomala dei casi. Secondo quanto segnalato dal Dipartimento di Prevenzione dell’Asl Napoli 1 Centro, la diffusione del virus risulta fino a dieci volte superiore alla media degli ultimi dieci anni e addirittura 41 volte più alta rispetto al triennio precedente.

Nel frattempo, la pressione sugli ospedali è significativa. All’ospedale Cotugno, punto di riferimento per le malattie infettive, i posti letto risultano saturi e il pronto soccorso ha dovuto gestire pazienti anche su barelle. Nelle scorse ore è stato lanciato un avviso al Centro regionale emergenza per evitare nuovi trasferimenti da altre strutture. «Posti letto esauriti», è stato comunicato inizialmente, anche se successivamente la direzione sanitaria ha ridimensionato l’allarme parlando di una situazione “complessivamente stabile”.

Ospedali sotto pressione e appello al vaccino

A fare il punto è Novella Carannante, viceresponsabile del pronto soccorso, che sottolinea come i reparti disponibili – circa 120 posti letto complessivi – siano ormai pieni. Nella giornata di ieri sono stati ricoverati 9 pazienti su 14 in attesa, mentre altri ospedali della zona, tra cui Aversa, Frattamaggiore e Pozzuoli, avevano richiesto trasferimenti verso il Cotugno.

Di fronte a questo scenario, i medici ribadiscono l’importanza della prevenzione. «Il vaccino contro il virus A è l’unico strumento valido», viene evidenziato, mentre si invita la popolazione a prestare massima attenzione ai comportamenti a rischio, soprattutto sul piano alimentare.

Le possibili cause del contagio

A spiegare l’origine della diffusione è Giuseppe Iovane, direttore dell’Istituto Zooprofilattico, che individua diverse aree contaminate tra Nisida, Bacoli e Varcaturo. In questi tratti di mare sono state riscontrate positività soprattutto in mitili e ostriche, con sette campioni risultati contaminati su 142 analizzati.

Tra le ipotesi più accreditate emerge quella di una rottura della rete fognaria, aggravata dalle forti piogge dei mesi scorsi. L’esondazione dei bacini di contenimento avrebbe provocato la contaminazione di numerosi specchi d’acqua, poi estesa dagli spostamenti delle correnti marine anche ad aree non direttamente vicine agli scarichi.

Contagi in aumento e controlli rafforzati

Il bilancio dei casi continua a salire. Secondo i dati regionali, si è passati da 133 a 154 contagi confermati, con altri 22 ancora in fase di verifica. L’epidemia, iniziata circa due mesi fa, interessa non solo Napoli ma anche altri territori della Campania, in particolare l’area della Napoli 2 Nord.

L’epatite A si trasmette principalmente per via oro-fecale, attraverso acqua o alimenti contaminati oppure tramite contatti ravvicinati con persone infette. Il periodo di incubazione può arrivare fino a 50 giorni, mentre i sintomi più comuni includono febbre, nausea, dolori addominali e malessere generale.

Per questo motivo, oltre al divieto sui frutti di mare crudi, le autorità hanno avviato controlli serrati su acque, prodotti ittici e filiera alimentare, nel tentativo di contenere la diffusione del virus e riportare la situazione sotto controllo.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure