
Il caso Garlasco torna a far rumore, ma stavolta non solo per gli sviluppi legati all’inchiesta. A finire al centro della scena è la scelta dei familiari di Chiara Poggi di reagire alle ricostruzioni e ai commenti che da mesi rimbalzano online, tra social e video.
Secondo quanto ricostruito, il clima attorno alla riapertura dell’indagine sull’omicidio del 13 agosto 2007 si sarebbe fatto sempre più pesante, con contenuti ritenuti offensivi e insistenti. Ed è qui che la famiglia decide di passare dalle parole alle carte.
Esplosi online, risposta in procura
Si è appreso poco fa che i genitori di Chiara, Giuseppe Poggi e Rita Preda, nelle ultime settimane hanno depositato almeno una ventina di esposti per diffamazione e stalking alla Procura di Milano. Una scelta maturata dopo mesi di attacchi e contenuti ritenuti lesivi diffusi in rete, documentati con screenshot e link video allegati alle querele.
Degli esposti presentati dai Poggi si occupa il pubblico ministero Antonio Pansa, lo stesso magistrato che segue anche le denunce presentate dalla famiglia Cappa contro hater e youtuber. In quel caso è stato aperto un fascicolo per diffamazione aggravata contro ignoti. L’obiettivo degli inquirenti è verificare se esista un filo conduttore tra i vari contenuti diffusi online, con frasi che, secondo una fonte investigativa, in alcuni casi risulterebbero “palesemente diffamatorie”.

Le voci su Marco e la smentita con le foto
Parallelamente, i genitori di Chiara Poggi si sono trovati più volte a dover replicare pubblicamente ad alcune ricostruzioni circolate nelle ultime settimane. Tra queste, anche le ipotesi sulla presenza del figlio Marco il giorno del delitto, una vicenda che hanno voluto chiarire mostrando fotografie scattate il 13 agosto 2007 durante una gita in Trentino.
“In questi giorni siamo andati a raccogliere tutte le fotografie che abbiamo scattato quel giorno lì, il 13 agosto, durante quella camminata, per dimostrare che Marco era con noi”, aveva spiegato la madre di Chiara. Il padre aveva aggiunto: “Se l’albergatore non si ricorda di Marco, malgrado siamo andati lì 10 anni, proprio per far tacere queste voci come il doppio cellulare e l’amante, smentiamo anche questa con documentazioni che non sono la nostra parola, perché vedo che mettono in dubbio anche quello che diciamo noi genitori”.

La linea dei legali: “Non c’è limite alla fantasia”
Anche i legali dei Poggi avevano respinto con fermezza le indiscrezioni circolate: “Non c’è limite alla fantasia, né alla volontà di vendere falsi scoop sulla pelle delle persone coinvolte. Dispiace che la Procura di Pavia non abbia sinora sentito il bisogno di intervenire nemmeno di fronte alle innumerevoli falsità che leggiamo ogni giorno, su iniziativa di soggetti privi di qualsiasi scrupolo”.
Intanto, anche i legali della famiglia Cappa sono intervenuti per chiarire alcune notizie diffuse recentemente: “Comunichiamo che, a oggi, nessun componente della famiglia Cappa ha mai formalizzato alcun esposto/denuncia, né tanto meno depositato alcun audio”, precisano gli avvocati Antonio Marino e Gabriele Casartelli, aggiungendo che risultano “prive di fondamento” le ricostruzioni su presunte interferenze nelle indagini della Procura di Pavia.



