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Andrea Delmastro: Miriam Caroccia lo smentisce e rischia di inguaiarlo

Pubblicato: 26/03/2026 08:31

Si complica il quadro attorno alla vicenda della Bisteccheria d’Italia, con nuove dichiarazioni che mettono in discussione la versione fornita dall’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. Dopo l’intervista rilasciata al Corriere della Sera, in cui il deputato ha sostenuto di aver ceduto rapidamente le proprie quote senza ottenere alcun guadagno, emergono elementi che sollevano interrogativi sulla reale dinamica dell’operazione.

Al centro del caso c’è la società Le 5 Forchette srl e il passaggio delle quote che, secondo gli atti notarili, sarebbe avvenuto con pagamento già effettuato in contanti. Una modalità che rende difficile la tracciabilità dell’operazione e che ora viene apertamente contestata.
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La smentita di Miriam Caroccia e i dubbi sulla cessione

A sparigliare le carte è la posizione di Miriam Caroccia, indicata come nuova titolare al 100% della società. La giovane, attraverso il proprio legale Fabrizio Gallo, afferma di aver scoperto di essere diventata azionista soltanto tramite la stampa. Una versione che contraddice quanto riportato nei documenti ufficiali, nei quali si parla di una sua esplicita volontà di acquistare le quote.

Secondo quanto dichiarato dal legale, la 19enne non sarebbe stata a conoscenza del trasferimento e non avrebbe mai versato i 5 mila euro indicati come corrispettivo dell’operazione. «La mia assistita non dispone di quella cifra, neppure in contanti», viene ribadito, sottolineando come anche i familiari fossero all’oscuro dell’intera vicenda.

La posizione della giovane si inserisce in un contesto giudiziario delicato: la Procura di Roma ha avviato accertamenti nei suoi confronti e del padre per ipotesi di intestazione fittizia e riciclaggio, con l’aggravante mafiosa. Reati per i quali il genitore sta già scontando una condanna.

Il ruolo dei passaggi societari e le incongruenze

La ricostruzione dei movimenti societari evidenzia una catena di cessioni ravvicinate. Il 27 febbraio 2026 Delmastro avrebbe trasferito le proprie quote a Donatella Pelle, che pochi giorni dopo le avrebbe cedute a Miriam Caroccia insieme ad altri esponenti di Fratelli d’Italia: Cristiano Franceschini, Davide Zappalà ed Elena Chiorino.

Nel contratto depositato presso la Camera di Commercio si fa riferimento a un pagamento già avvenuto in contanti, circostanza che rappresenta uno dei punti più controversi. L’assenza di tracciabilità alimenta i dubbi degli inquirenti e rafforza la linea difensiva della giovane, che nega qualsiasi coinvolgimento diretto.

Ulteriori perplessità riguardano le tempistiche: secondo quanto dichiarato dall’ex sottosegretario, la cessione sarebbe avvenuta dopo l’arresto del padre della ragazza, ma le date non sembrano coincidere perfettamente.

Il nodo del commercialista e le verifiche delle procure

Tra gli aspetti ancora da chiarire emerge anche il ruolo del commercialista Luca Zambanini, indicato come figura chiave nella formalizzazione dell’atto. Tuttavia, la stessa Caroccia sostiene di non aver mai avuto contatti con lui né di essersi recata presso il suo studio.

«Non sappiamo cosa sia accaduto, né quali siano le incombenze della società», insiste il legale, evidenziando una totale mancanza di informazioni su bilanci e documentazione contabile. Un vuoto che potrebbe avere conseguenze anche sul piano penale.

Nel frattempo, oltre alla Procura di Roma, anche quella di Torino sta valutando l’apertura di un fascicolo per competenza territoriale, segno di un’inchiesta che potrebbe allargarsi ulteriormente.

La vicenda resta quindi aperta, tra versioni contrastanti, passaggi societari poco chiari e una serie di interrogativi ancora senza risposta. Sullo sfondo, il rischio di sviluppi giudiziari che potrebbero coinvolgere diversi protagonisti della politica e dell’imprenditoria locale.

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