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Influenza aviaria, Matteo Bassetti lancia l’allarme: “È dietro l’angolo”

Pubblicato: 26/03/2026 12:18

In Italia è stato registrato il primo caso umano di influenza aviaria, un evento che riaccende l’allerta sul virus H9N2. A confermarlo è l’infettivologo Matteo Bassetti, primario all’Irccs Ospedale Policlinico San Martino di Genova, in un video diffuso sui social: “Tanto tuonò che piovve. Abbiamo in Italia il primo caso umano di influenza aviaria, causato da un virus chiamato H9N2, simile ad altri virus aviari come H5N1″.
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Il paziente in questione è stato ricoverato in Lombardia, a Monza, ma il contagio non è avvenuto in Italia: il virus è stato contratto all’estero, in un Paese africano. Nonostante ciò, secondo Bassetti, l’evento rappresenta un campanello d’allarme importante per il nostro Paese: “Abbiamo evidentemente un caso nel nostro Paese che ci dice cosa? Che l’attenzione sull’influenza aviaria deve essere più alta di quella che abbiamo avuto fino ad oggi”.

L’allerta degli esperti

L’infettivologo sottolinea la necessità di potenziare i sistemi di sorveglianza e di diagnostica: “Non è girandosi dall’altra parte che si risolvono i problemi. Soprattutto, non è dicendo che il problema non esiste che si risolve”. Secondo Bassetti, l’influenza aviaria rappresenta una minaccia reale: “Lo abbiamo detto tante volte, lo continuiamo a ribadire: l’influenza aviaria è dietro l’angolo, potrebbe arrivare da un momento all’altro”.

Il caso lombardo, sebbene importato, evidenzia come la diffusione del virus negli animali possa rapidamente tradursi in rischio per gli esseri umani. Bassetti spiega: “Questo paziente si è contagiato fuori dall’Italia e dall’Europa, ma potrebbe succedere che un domani, visto che continuano a esserci casi di influenza aviaria negli animali, si contagi qualcuno sui nostri territori e possa rappresentare un problema”.

Necessità di un piano pandemico

L’esperto mette in luce le lacune attuali nella gestione della prevenzione: “Dobbiamo lavorare di più su questo tema: con un piano pandemico, sapendo dove andare, cosa fare, chi diagnostica. Tutte cose che purtroppo in questo momento non sembra siano così sintonizzate”.

La vicenda solleva interrogativi sulla preparazione sanitaria nazionale e sull’efficacia dei sistemi di monitoraggio dei virus aviari. Secondo Bassetti, è indispensabile un approccio preventivo, che includa una sorveglianza attiva sugli animali, protocolli chiari per l’identificazione dei casi umani e strategie rapide di contenimento.

Il messaggio per i cittadini

Sebbene al momento il rischio per la popolazione italiana sia basso, gli esperti raccomandano di non abbassare la guardia. Il virus H9N2, come sottolinea Bassetti, “potrebbe arrivare da un momento all’altro” e la prevenzione rimane l’arma principale per limitare possibili focolai. La combinazione di monitoraggio, diagnostica avanzata e piani di intervento coordinati è considerata fondamentale per affrontare tempestivamente eventuali nuovi casi.

In conclusione, il primo caso umano di influenza aviaria in Italia, pur essendo importato, rappresenta un monito per le autorità sanitarie e la cittadinanza: la minaccia del virus H9N2 non è più teorica e richiede attenzione, preparazione e una sorveglianza costante sugli animali e sulle persone, per evitare che un contagio isolato possa trasformarsi in un problema sanitario più ampio.

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