
Un missile israeliano ha colpito la sede dell’emittente Al Araby Television Network a Teheran, provocando gravi danni e costringendo il canale a interrompere le trasmissioni in diretta. L’episodio, avvenuto nella giornata del 29 marzo 2026, si inserisce nel quadro di un’escalation militare sempre più intensa tra Iran e Israele, con attacchi e contrattacchi che si susseguono nelle ultime ore.
Secondo quanto riferito dalla stessa emittente, l’impatto ha danneggiato in modo significativo gli uffici e le infrastrutture tecniche. In un video diffuso sui social, un giornalista ha documentato le conseguenze dell’attacco, mostrando attrezzature distrutte, mobili danneggiati e detriti sparsi all’interno della redazione. Non è ancora chiaro se vi siano feriti tra il personale presente al momento dell’esplosione.
Danni alla sede e trasmissioni sospese
L’attacco ha reso impossibile la prosecuzione della diretta, interrompendo improvvisamente la programmazione dell’emittente. La struttura colpita rappresenta uno dei punti operativi del network nella capitale iraniana, e l’entità dei danni lascia prevedere tempi lunghi per il ripristino delle attività.
Le immagini diffuse mostrano un ambiente devastato, con apparecchiature professionali inutilizzabili e uffici completamente compromessi. La situazione resta in evoluzione e al momento non sono stati forniti ulteriori dettagli ufficiali sulle condizioni dello stabile o sull’eventuale evacuazione completa dell’edificio.
Escalation nel conflitto tra Iran e Israele
L’episodio si inserisce in un contesto di forte tensione tra Iran e Israele, segnato da recenti lanci di missili e attacchi su più fronti. Nelle stesse ore, diversi episodi hanno colpito anche il territorio israeliano, con danni a strutture civili e momenti di forte allarme per la popolazione.
Il raid contro la sede televisiva rappresenta un ulteriore segnale dell’allargamento degli obiettivi coinvolti nel conflitto, che non riguarda più soltanto installazioni militari ma anche strutture civili e mediatiche. Una dinamica che alimenta le preoccupazioni della comunità internazionale per un possibile ulteriore aggravamento della crisi nella regione.


