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Sigonella, Calenda difende il no agli Usa: “Decisione giusta, niente approccio sottomesso”

Pubblicato: 31/03/2026 10:25

Il diniego dell’Italia all’utilizzo della base di Sigonella da parte degli Stati Uniti apre un nuovo fronte politico interno. A sostenere la scelta del governo è anche Carlo Calenda, che definisce la decisione “giusta e corretta” alla luce della mancata consultazione preventiva da parte dell’alleato americano.
Intervenuto a Start su SkyTg24, il leader di Azione ha sottolineato come non vi fossero le condizioni per concedere l’uso della base in assenza di un quadro condiviso: “Non abbiamo avuto alcun segnale dagli Stati Uniti sull’avvio di questa operazione”, ha spiegato, criticando implicitamente la gestione unilaterale della richiesta.

Il caso Sigonella e il no italiano agli Usa

La vicenda nasce dalla richiesta – arrivata quando i velivoli erano già in volo – di utilizzare la base siciliana come scalo per bombardieri diretti verso il Medio Oriente. Una richiesta che, secondo le autorità italiane, non rientrava tra le operazioni previste dagli accordi bilaterali.

Dopo le verifiche tecniche e politiche, il governo ha deciso di negare l’autorizzazione. La scelta è stata comunicata ai comandi statunitensi attraverso la catena militare, su indicazione del ministro della Difesa Guido Crosetto.

Alla base del rifiuto ci sono due elementi centrali: da un lato l’assenza di una richiesta formale preventiva, dall’altro la natura dell’operazione, non classificabile come missione logistica ma con possibili implicazioni operative in un contesto di guerra.

Calenda: “Serve autonomia nelle scelte”

Nel suo intervento, Calenda ha rivendicato la necessità di mantenere una linea autonoma nei rapporti con Washington. “Non c’è nessuna ragione per avere un approccio sottomesso”, ha affermato, sottolineando come il rispetto degli accordi debba restare il riferimento principale.

Secondo il leader di Azione, l’Italia deve evitare automatismi nelle decisioni legate all’uso delle basi militari, soprattutto quando queste possono avere conseguenze dirette su scenari di conflitto.

Una posizione che si inserisce in un dibattito più ampio sul ruolo del Paese all’interno dell’Alleanza atlantica e sulla gestione delle infrastrutture militari presenti sul territorio nazionale.

Un equilibrio delicato tra alleanza e sovranità

Il caso Sigonella riporta al centro un tema ricorrente: quello dell’equilibrio tra cooperazione con gli Stati Uniti e tutela della sovranità nazionale. Le basi Nato in Italia, pur essendo utilizzate anche da forze americane, restano infatti sotto controllo italiano per quanto riguarda l’autorizzazione alle operazioni.

La decisione del governo e il sostegno espresso da Calenda evidenziano una linea chiara: nessuna concessione automatica fuori dal perimetro degli accordi.

Resta ora da capire se la vicenda avrà conseguenze nei rapporti tra Roma e Washington, in un contesto internazionale già segnato da forti tensioni legate alla crisi in Medio Oriente e al confronto con l’Iran.

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