
Carlo Conti si racconta senza filtri nello studio di Belve, ospite di Francesca Fagnani. Nell’intervista, in onda martedì 14 aprile su Rai2, il conduttore e direttore artistico del Festival di Sanremo 2026 affronta con ironia e leggerezza i temi più discussi delle ultime settimane, tra carriera, passaggi di consegne e voci sulla sua vita privata.
Al centro della conversazione anche il futuro della conduzione del Festival. Conti, pur evitando certezze, riconosce la crescita di Stefano De Martino, definendolo “partito fortissimo”, ma quando si tratta di indicare una figura più affine al suo stile fa un nome preciso: Nicola Savino. Una scelta che restituisce l’idea di continuità professionale più che di semplice popolarità.
Il passaggio di consegne e il rapporto con Amadeus
Sulla decisione di annunciare in anticipo il passaggio di testimone sul palco dell’Ariston, Conti chiarisce di non aver seguito strategie comunicative ma una convinzione personale già maturata. L’obiettivo, spiega, era dare forza al successore e sottolineare un gesto di stima. Un momento che, pur giudicato da alcuni eccessivo, per lui resta soprattutto un segnale di fiducia.
Nel corso dell’intervista emerge anche l’apertura a un possibile ritorno in Rai di Amadeus. Conti non chiude le porte, anzi rilancia l’idea di una squadra ampia, in cui la presenza di più professionisti rappresenta un valore. Quanto invece a un eventuale ruolo dirigenziale, come quello di direttore di rete, il conduttore frena subito: accettarlo significherebbe rinunciare ai suoi programmi, ipotesi che esclude.
“Non sono bisessuale”: la risposta alle voci
Non manca un passaggio più personale, quando Fagnani lo incalza su alcune voci circolate negli anni. Conti replica con un doppio senso ironico: “Ho solo un’idea fissa in testa”, smorzando i toni e allontanando le etichette. Una risposta che conferma il suo stile, sempre misurato ma capace di giocare con l’ironia anche su temi delicati.
Il conduttore si lascia poi andare a un ricordo del passato, quando ammette di essere stato “malato di dongiovannite”. Racconta un episodio emblematico: due relazioni contemporanee e una corsa contro il tempo tra due treni, con una fidanzata partita pochi secondi prima dell’arrivo dell’altra. Un aneddoto che chiude l’intervista con leggerezza, restituendo un ritratto più intimo e umano del volto televisivo.


