
Un bonus bebè fino a 4.000 euro per incentivare le nascite, ma con requisiti che stanno già alimentando un duro dibattito politico in Germania. È la proposta presentata dal partito di estrema destra AfD nel programma elettorale per le elezioni legislative del 6 settembre in Sassonia-Anhalt, uno dei Länder dell’ex Germania dell’Est.
Il piano prevede un contributo di 2.000 euro per i primi due figli e 4.000 euro per ogni altro nato. In un Paese dove le politiche di sostegno alla famiglia sono storicamente diffuse, l’idea di un incentivo economico alla natalità non rappresenta di per sé una novità. A suscitare forti polemiche sono invece le condizioni previste per ricevere il sussidio.
I requisiti contestati
Secondo la proposta dell’AfD, per ottenere il bonus almeno uno dei genitori dovrebbe essere tedesco. Inoltre, solo la prima metà del contributo verrebbe erogata subito: la seconda parte sarebbe versata dopo visite mediche sulla salute fisica e mentale del neonato.
Questi passaggi hanno immediatamente sollevato critiche da parte di opposizione e osservatori politici, che intravedono nella proposta richiami a logiche eugenetiche associate al passato più oscuro della storia tedesca. Per molti commentatori si tratta di un riferimento implicito a concezioni che evocano l’ideologia nazista, anche se non esplicitamente dichiarate.
AfD in forte crescita nei sondaggi
Il dibattito arriva in un momento politicamente delicato. In Sassonia-Anhalt, l’AfD è classificata dalle autorità come organizzazione estremista di destra, ma ciò non ha fermato la crescita del partito nei consensi.
Secondo i sondaggi più recenti, la formazione sovranista guidata nel Land da Ulrich Siegmund sarebbe in testa con circa il 38%, una percentuale che potrebbe consentirle di puntare per la prima volta al governo regionale, anche senza alleati.
Nel programma politico dell’AfD compaiono diverse proposte che fanno riferimento alla difesa dell’identità germanica, spesso richiamata con il concetto di comunità di “sangue e terra”, un’espressione legata alla tradizione nazionalista tedesca.
Le controversie sul candidato Siegmund
Ulrich Siegmund è già finito al centro delle polemiche per alcune dichiarazioni sul passato della Germania. In una recente occasione ha affermato di non voler esprimere un giudizio sul fatto che la Shoah rappresenti il peggior crimine contro l’umanità.
Durante alcuni comizi, inoltre, il suo cognome è stato scandito dai sostenitori con il grido “Sieg… Mund!”, interpretato da molti come un’allusione al saluto nazista “Sieg Heil”.
Il peso della memoria storica
Il dibattito attorno al programma dell’AfD mostra quanto il passato storico della Germania continui a influenzare il confronto politico contemporaneo. Come scriveva Madame de Staël, “il tempo cade goccia a goccia”: un’immagine spesso citata per descrivere il modo in cui la memoria storica tedesca riemerge nel dibattito pubblico.
Le elezioni del 6 settembre in Sassonia-Anhalt saranno quindi osservate con grande attenzione, sia per il possibile risultato elettorale dell’AfD sia per le implicazioni politiche che un suo eventuale governo potrebbe avere nel panorama tedesco.


