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“Forzatura mai vista”: scontro totale sul Dl sicurezza, cosa sta succedendo in Parlamento

Pubblicato: 21/04/2026 18:55

Si alza il livello dello scontro politico sul decreto sicurezza, con l’opposizione che passa all’azione anche in Aula. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, parla apertamente di “pasticcio istituzionale enorme” e accusa il governo di aver forzato le regole parlamentari su un provvedimento già al centro di forti polemiche.
In un messaggio diffuso sui social, Schlein ha rivendicato l’azione congiunta delle opposizioni, che hanno occupato l’emiciclo e i banchi del governo alla Camera durante l’esame del decreto. L’obiettivo dichiarato è quello di fare muro contro quello che viene definito un provvedimento “pessimo” e segnare una linea netta di contrasto politico.
Secondo la leader dem, si tratterebbe del quarto decreto sicurezza consecutivo, una sequenza che a suo avviso dimostrerebbe il fallimento dell’esecutivo sul fronte della sicurezza.

Critiche sulle misure e sui risultati, il nodo istituzionale e le accuse di forzature

Nel merito, Schlein contesta l’impostazione del decreto, accusando il governo di riproporre sempre la stessa strategia: nuovi reati e pene più severe. Una linea che, secondo il Partito Democratico, non avrebbe prodotto risultati concreti, visto che i reati registrati nel 2023 e nel 2024 sarebbero aumentati.
Nel mirino anche le politiche di prevenzione, con l’accusa di aver ridotto i fondi ai comuni, scaricando su di essi responsabilità operative senza adeguate risorse.

Oltre al contenuto, la critica più dura riguarda il metodo. Schlein parla di dibattito parlamentare compresso, prima al Senato e poi alla Camera, denunciando “strappi” e “regole piegate”.
Secondo quanto sostenuto dalla segretaria del Pd, si sarebbe aperto anche un fronte di tensione tra governo e Quirinale su alcune norme considerate problematiche dal punto di vista costituzionale.

Il caso della norma contestata

Al centro della polemica c’è una disposizione che, secondo le opposizioni, rischierebbe di limitare il diritto alla difesa, attribuendo all’avvocatura un ruolo improprio nell’attuazione delle scelte governative.
Da qui l’accusa più grave: il Parlamento sarebbe chiamato a votare una norma ritenuta incostituzionale, con l’idea di correggerla successivamente attraverso un nuovo intervento legislativo.

Uno scontro destinato a proseguire

La segretaria del Pd ha annunciato che l’opposizione continuerà la mobilitazione “senza sconti”, rivendicando una linea di difesa del dettato costituzionale.
Il confronto sul decreto sicurezza si conferma così uno dei terreni più caldi dello scontro politico, con tensioni che coinvolgono non solo maggioranza e opposizioni, ma anche gli equilibri istituzionali più ampi.

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