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Parte Bella Ciao in Aula, è caos totale: il video, si scatena di tutto

Pubblicato: 24/04/2026 12:47

Il decreto sicurezza è legge, ma il via libera definitivo della Camera arriva al termine di una giornata ad altissima tensione politica. Tra voti, cori contrapposti e scontri verbali, l’Aula di Camera dei Deputati si trasforma in un vero campo di battaglia parlamentare.

Il provvedimento viene approvato con 162 voti favorevoli, 102 contrari e un astenuto, dopo la fiducia e una maratona durata due giorni. Un passaggio che segna la conversione definitiva del decreto, ma che lascia dietro di sé una scia di polemiche.

La seduta si apre già in clima incandescente, con i deputati dell’opposizione che intonano “Bella ciao” alla vigilia del Festa della Liberazione. Un gesto simbolico che accende immediatamente gli animi in Aula.

La risposta della maggioranza non si fa attendere: i parlamentari di Fratelli d’Italia intonano l’Inno di Mameli, trasformando il confronto politico in una sfida sonora. Una contrapposizione che coinvolge anche parte del governo presente tra i banchi.

Ne nasce una vera e propria bagarre, con interventi accesi e accuse reciproche. Le parole volano pesanti, tra richiami storici e polemiche sull’identità e sui valori legati al 25 aprile.

Tra i momenti più tesi, lo scontro verbale innescato da Gianfranco Rotondi, che provoca la reazione immediata delle opposizioni. Dai banchi si levano proteste, mentre diversi deputati si alzano in piedi.

A replicare duramente è Nicola Fratoianni, che accusa la destra di ipocrisia e difende il valore simbolico di “Bella ciao”, definendola tutt’altro che divisiva. Il clima resta teso fino alle battute finali.

Non mancano le critiche nel merito del provvedimento: Angelo Bonelli parla di “decreto pasticcio” e attacca il governo, accusandolo di puntare più sulla propaganda che sulla sicurezza reale.

Sul fronte opposto, la maggioranza esulta. Matteo Salvini celebra l’approvazione e annuncia nuovi festeggiamenti in Consiglio dei ministri, dove è atteso anche un intervento correttivo sul discusso bonus rimpatri.

Archiviato il voto, resta il segno di una giornata di forte scontro politico. La legge è passata, ma la spaccatura in Aula appare più evidente che mai, destinata a proseguire anche nei prossimi passaggi istituzionali.

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