
Negli Stati Uniti prende forma una strategia politica che guarda già al dopo-elezioni. L’obiettivo è arrivare pronti al nuovo Congresso con un dossier già costruito per avviare una procedura di impeachment nei confronti di Donald Trump.
Secondo quanto riportato da Axios, un gruppo di parlamentari democratici spinge affinché il partito lavori fin da ora alla raccolta di prove, audizioni e testimonianze, così da non perdere tempo nel caso in cui, a gennaio, cambi l’equilibrio politico al Congresso dopo le elezioni di midterm del 3 novembre.
La strategia dei democratici
L’idea è chiara: costruire un impianto accusatorio solido prima ancora di avere i numeri per procedere. Tra i sostenitori della linea più dura ci sono esponenti dell’ala progressista come Delia Ramirez e Yassamin Ansari, convinte che la spinta verso l’impeachment sarà “preponderante”.
“Dobbiamo raccogliere i fatti e creare le condizioni per procedere”, è la linea indicata.
Il fattore elezioni
Tutto dipenderà però dall’esito delle elezioni di midterm. Se il Partito Repubblicano dovesse subire una sconfitta significativa, potrebbe aprirsi una crepa interna tale da spingere parte dello stesso schieramento conservatore a non difendere il presidente.
Uno scenario che richiama il precedente storico di Richard Nixon, costretto alle dimissioni nel 1974 proprio per il venir meno del sostegno politico.
I sondaggi
Un’indagine condotta da Verasight indica che il 55% degli americani è favorevole all’impeachment, mentre il 38% è contrario. Numeri che rafforzano la convinzione, tra i democratici, che il terreno politico stia cambiando, anche alla luce delle tensioni internazionali, in particolare la guerra in Iran.
I precedenti tentativi
Già nei mesi scorsi il deputato texano Al Green aveva presentato una mozione per l’impeachment, inizialmente respinta con una maggioranza contraria anche tra i democratici.
Con il passare dei mesi, però, i numeri sono cambiati:
- da 78 voti favorevoli iniziali
- a 140 consensi nella seconda proposta
Un segnale di crescente compattezza interna.
Un percorso in salita
Nonostante il cambio di clima politico, l’impeachment resta una procedura complessa: per arrivare alla rimozione servirebbe una maggioranza dei due terzi al Senato, oggi non disponibile.
Ma in caso di una sconfitta pesante dei repubblicani, gli equilibri potrebbero mutare. E a quel punto, per il presidente, il sostegno politico potrebbe non essere più scontato.
Uno scenario ancora aperto, legato a doppio filo al risultato elettorale e alle dinamiche interne del sistema politico americano.


