
Il caso della profanazione del corpo di Pamela Genini, uccisa a Milano lo scorso ottobre, resta avvolto da interrogativi e nuove piste investigative. Al centro dell’attenzione mediatica e degli accertamenti c’è Francesco Dolci, pur non risultando indagato per quanto avvenuto nel cimitero di Strozza.
La pista economica
Secondo quanto emerso, uno degli elementi chiave riguarda i rapporti economici tra Dolci e la giovane. L’imprenditore ha ammesso di averle versato nel corso degli anni circa 400mila euro, spiegando che si trattava di spese legate alla loro frequentazione: viaggi, cene e vita quotidiana.
Intervistato nel programma Quarto Grado, condotto da Gianluigi Nuzzi, Dolci ha respinto ogni sospetto, sostenendo di non avere alcun interesse economico nella vicenda: “Mi interessa solo che venga fatta giustizia”.
La Procura di Bergamo continua comunque a seguire anche la cosiddetta pista economica, cercando di capire se il denaro possa avere un ruolo nella vicenda.
I rapporti con la famiglia
Sul caso pesa anche il clima di tensione tra Dolci e i familiari della vittima. In particolare, restano forti contrasti con la madre di Pamela e il suo compagno, segnati da diffidenze e accuse reciproche.
Il video del cimitero
Tra gli elementi al vaglio degli investigatori ci sono anche le immagini delle telecamere di sorveglianza del cimitero. Un video mostrerebbe una figura muoversi di notte nei pressi dell’ingresso pochi giorni prima della scoperta della profanazione.
Dolci ha negato qualsiasi coinvolgimento: ha dichiarato di non essersi mai recato di notte sulla tomba della giovane e di essere passato in zona solo in un’occasione, senza fermarsi.
Indagini in corso
Mentre gli inquirenti lavorano per identificare l’autore del gesto, il caso resta aperto su più fronti:
- l’analisi dei filmati
- i rapporti personali della vittima
- i flussi di denaro
Un intreccio complesso che continua a lasciare spazio a ipotesi e verifiche, in attesa di elementi concreti che possano chiarire quanto accaduto.


