
Il caso Garlasco torna improvvisamente sotto i riflettori. A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, e dopo la condanna definitiva di Alberto Stasi, la procura di Pavia si muove su un terreno delicatissimo: la possibilità che il quadro ritenuto “certo” per anni non lo sia più.
Al centro delle nuove verifiche c’è l’ipotesi di un errore giudiziario. Se gli elementi in arrivo dovessero reggere, la storia processuale potrebbe essere riscritta, con conseguenze pesanti anche sul piano dei risarcimenti e delle responsabilità.
Cosa può cambiare con le nuove indagini
Le domande, ora, sono inevitabili: quale sarà il destino di Andrea Sempio, finito nel perimetro delle nuove indagini? E cosa succederebbe se la condanna di Stasi venisse rimessa in discussione?
Il punto di arrivo possibile è una revisione del processo, uno strumento previsto dall’ordinamento, ma tutt’altro che semplice da ottenere e da portare fino in fondo.
“Né Stasi né Sempio”. Caso Garlasco, clamoroso

Garlasco, la dichiarazione dell’avvocato: “Indagini finite, caso chiuso”
In attesa di capire la direzione definitiva dell’inchiesta, la procuratrice generale Nanni ha chiarito i prossimi passaggi: «Nelle prossime settimane riceveremo una informativa su quello che è stato fatto dalla procura di Pavia – ha spiegalo la dottoressa Nanni, aggiungendo che ovviamente la prima cosa da fare sarà studiare le carte. «Non sarà uno studio né veloce né facile» ma un’analisi attenta, anche per valutare «se chiedere ulteriori atti». Dopo di che, probabilmente tra qualche mese, si deciderà «se eventualmente proporre una richiesta di revisione. Nessuna dichiarazione – ha ripetuto la pg – prima di studiare e capire come stanno le cose». Qualora ci fossero gli estremi, la proposta di revisione dovrà passare attraverso i giudici d’appello e poi della Cassazione.
In altre parole: prima i documenti, poi l’analisi, infine l’eventuale scelta di intraprendere l’iter che porta alla revisione, con il passaggio obbligato davanti ai giudici competenti.
La nuova ricostruzione e lo scenario alternativo
Nel frattempo, le nuove indagini coordinate dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano delineano uno scenario che si discosta da quello fissato dalla sentenza del 2015. Secondo le prime ricostruzioni, la mattina del delitto nella villetta di Garlasco non ci sarebbe stato Stasi, bensì Andrea Sempio insieme ad altri possibili complici, poi esclusi dalle verifiche.
Una svolta, se confermata, capace di ribaltare non solo i nomi, ma anche tempi e dinamiche su cui per anni si è basata l’intera vicenda giudiziaria.

Gli elementi “in contrasto” e i nuovi dubbi tecnici
Gli investigatori parlano di elementi in «evidente contrasto» con quanto stabilito nei precedenti gradi di giudizio. Tra i punti citati: possibili impronte di Stasi che rafforzerebbero la sua versione di scopritore del corpo, anomalie nei campioni biologici trovati sui pedali della bicicletta e una diversa collocazione temporale dell’omicidio, compatibile con un momento in cui Stasi stava lavorando alla tesi.
Non solo. Secondo questa ricostruzione, l’assassino non si sarebbe lavato le mani nel bagno al piano terra, nonostante la presenza di un’impronta sul dispenser del sapone. Un dettaglio che, nel mosaico complessivo, alimenta nuove domande.
Revisione del processo: perché i tempi possono allungarsi
L’eventuale revisione del processo viene descritta come un percorso complesso e non immediato. Potrebbe, anzi, rallentare ulteriormente anche il procedimento che riguarda Sempio, mentre si attende il deposito dell’informativa finale dei carabinieri.
In quel documento dovrebbero confluire interrogatori, analisi tecniche, esiti di consulenze e nuove valutazioni medico-legali, inclusa quella che avrebbe contribuito a spostare in avanti l’orario del delitto.
Il nodo del Dna sotto le unghie di Chiara Poggi
Tra i passaggi più discussi resta il Dna maschile trovato sotto le unghie della vittima. Le analisi, coordinate dalla genetista Denise Albani, hanno indicato una compatibilità con Andrea Sempio o con la linea paterna della sua famiglia, definita «moderatamente forte» in un caso e «moderata» nell’altro.
Un dato considerato rilevante, ma che — allo stato — non viene descritto come prova definitiva, capace da sola di sorreggere un impianto accusatorio.
Le parole a Mattino 5 e la promessa di novità
Nel pieno dell’attesa, arrivano dichiarazioni che suggeriscono la presenza di elementi non ancora pubblici. Ospite di Mattino 5, l’avvocato Fabrizio Gallo ha dichiarato: “Se un procuratore capo, cosa che non è mai quasi successa, si reca da una procuratrice generale per chiederle la revisione, questo è successo pochissime volte in Italia, vuol dire che anche se non lo sappiamo, hanno degli elementi talmente forti, che quando voi lo saprete, salterete sulla sedia. Perché non si scomoda un procuratore capo per andare a chiedere”.


#Garlasco, se la procuratrice dovesse ammettere l’istanza di revisione, la condanna a Stasi potrebbe essere immediatamente cancellata#Mattino5 è in diretta su #Canale5 e in streaming su Mediaset Infinity pic.twitter.com/9PaXdqzOuf
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#Garlasco, Fabrizio Gallo: “Il caso di Garlasco è chiuso. Le indagini sono finite”#Mattino5 è in diretta su #Canale5 e in streaming su Mediaset Infinity pic.twitter.com/xewPdRk8Vj
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Cosa dice l’avvocato sulla revisione e sulla “verità” processuale
Il legale ha poi insistito sul senso della revisione: “Guardate che la revisione – ha proseguito il legale – tutela la verità sostanziale di un procedimento che Napoleone ritiene che non c’è stata. Non c’è verità rispetto alla sentenza di Stasi, ecco perché lui si reca dal procuratore. Quello che dice poi Canta (l’inviato ndr) è chiaro che loro procederanno alla sospensione, quindi alla scarcerazione di Stasi, quando hanno elementi talmente forti che evitano che una revisione possa andare male in senso negativo”.
Infine, la frase più netta, che sintetizza il clima che si respira attorno a questa nuova fase: “Con l’arrivo di Napoleone presso la procura generale di Milano, il caso di Garlasco è chiuso. Nel senso che si apre nei confronti di Sempio e si chiude nei confronti di Stasi. Sono finite le indagini e adesso vedrete. Mi auguro che ognuno di voi faccia un passo indietro dicendo ‘Ma lo avevo detto io’. È finito, sono chiuse le indagini”.
Cosa succede adesso
Per il momento, la partita resta tutta nelle carte che devono arrivare e nella loro tenuta tecnica e giuridica. Se davvero ci saranno i presupposti, l’iter della revisione passerà dai giudici d’appello e poi dalla Cassazione.
Nel frattempo, l’attenzione si concentra su un punto: capire se gli elementi annunciati potranno davvero spostare l’asse del caso Garlasco, riaprendo una ferita che sembrava definitivamente rimarginata.


