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Tomba di Pamela Genini profanata, arriva l’appello dei carabinieri: “Aiutateci per favore”. Cosa succede

Pubblicato: 01/05/2026 12:21

I carabinieri hanno lanciato un appello pubblico per fare luce sulla profanazione della tomba di Pamela Genini, la giovane di 28 anni uccisa a Milano dall’ex fidanzato. Gli investigatori chiedono la collaborazione dei cittadini, invitando chiunque abbia frequentato il cimitero di Strozza, in provincia di Bergamo, a condividere eventuali immagini utili alle indagini. L’obiettivo è raccogliere foto e video del loculo risalenti a un periodo ben preciso, compreso tra la fine di ottobre 2025 e marzo 2026, nella speranza di individuare elementi decisivi.

La richiesta arriva su disposizione della Procura di Bergamo, che coordina le indagini su un caso che ha suscitato profondo sgomento. La salma della giovane era stata tumulata il 24 ottobre 2025, ma durante una successiva operazione di traslazione alcuni addetti hanno notato anomalie evidenti nel loculo. Da quel momento si è arrivati alla scoperta di un gesto definito dagli inquirenti di estrema gravità, che ha aperto nuovi interrogativi su quanto accaduto nei mesi successivi alla sepoltura.

La scoperta e i sospetti sul periodo della profanazione

Quando la tomba è stata aperta, è emersa una scena sconvolgente: la testa della giovane era stata asportata e, a oggi, non è ancora stata ritrovata. Secondo i primi riscontri medico-legali, il distacco sarebbe avvenuto tramite un attrezzo con lama liscia, utilizzato alla base del collo. Gli investigatori ritengono che la profanazione del loculo possa essere avvenuta poco tempo dopo il funerale, celebrato nel mese di novembre, anche se non si esclude che il gesto possa collocarsi in una finestra temporale più ampia.

Proprio per questo motivo, i carabinieri hanno esteso la richiesta di materiale visivo a un arco temporale che va dal 24 ottobre 2025 fino al 23 marzo 2026, data in cui è stata accertata la manomissione della tomba. Ogni immagine, anche apparentemente irrilevante, potrebbe contribuire a ricostruire i movimenti sospetti attorno al cimitero e a identificare eventuali responsabili.

Come inviare il materiale e l’invito alla collaborazione

Le autorità hanno fornito un indirizzo email dedicato a cui inviare foto e video in formato originale. A chi deciderà di collaborare viene richiesto di indicare la data degli scatti, i propri dati anagrafici e un recapito telefonico, così da poter essere ricontattati in caso di necessità. Gli investigatori garantiscono la massima riservatezza nella gestione delle informazioni raccolte.

Al momento, tra gli elementi acquisiti, figura soltanto un’immagine che mostra una persona aggirarsi nei pressi del cimitero, un dettaglio ancora al vaglio degli inquirenti. L’appello si basa sulla convinzione che anche un contributo minimo possa rivelarsi determinante. Le forze dell’ordine confidano quindi nel senso civico dei cittadini, sottolineando come la partecipazione collettiva possa aiutare a fare chiarezza su un episodio tanto grave quanto inquietante.

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