
Più flessibilità per i pendolari, permessi estesi anche alle visite dal medico di base e nuove regole sui congedi parentali. Il rinnovo del contratto statali 2025-2027 arriva al tavolo Aran-sindacati con una bozza che introduce alcune novità importanti per i dipendenti delle funzioni centrali, ma lascia ancora aperti diversi nodi su pausa pranzo, buoni pasto, carriere, formazione e lavoro agile.
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Cosa cambia per orari e permessi
La bozza prevede maggiore elasticità negli orari di entrata e uscita per i dipendenti pubblici che vivono lontano dalla sede di lavoro e affrontano tempi di percorrenza particolarmente pesanti. Una misura pensata soprattutto per i pendolari, spesso costretti a conciliare trasporti, distanza e rigidità degli uffici.
Tra le novità c’è anche l’inclusione delle visite dal medico di base tra i permessi per visite mediche. Un passaggio pratico, ma rilevante, perché riconosce una situazione molto frequente nella vita quotidiana dei lavoratori pubblici.

Congedi parentali e pausa pranzo
Il testo interviene anche sui congedi dei genitori. I giorni festivi compresi nel periodo di congedo restano conteggiati, anche quando la fruizione è frazionata. Tuttavia, se tra due periodi di congedo c’è più di un giorno non lavorativo, per esempio sabato e domenica, ne viene conteggiato soltanto uno.
Più delicata la questione della pausa pranzo. La pausa minima quando la giornata supera le sei ore scende da 30 a 10 minuti, ma per consumare il pasto non può essere inferiore a mezz’ora. Il punto è sensibile perché alla pausa è collegata l’erogazione dei buoni pasto, e secondo i sindacati non sempre le mansioni consentono di organizzare davvero una pausa di quella durata.
I nodi ancora aperti
Il rinnovo riguarda ministeri, agenzie fiscali, organi dello Stato ed enti pubblici non economici, per circa 194mila lavoratori. Gli aumenti sono già finanziati e valgono in media circa 158 euro lordi al mese, distribuiti in tre tranche.
Restano però le criticità. I sindacati chiedono più spazio allo smart working, una formazione professionale legata davvero alle mansioni svolte e un sistema di carriere meno bloccato, soprattutto nell’area dei funzionari. Il confronto, quindi, non è chiuso: la bozza apre alcune porte, ma la trattativa dovrà stabilire quanto spazio reale avranno flessibilità, valorizzazione del personale e lavoro agile.


