
Quando la sera scende e la pioggia inizia a bussare forte, certe colline non fanno più paura “solo” per il buio: diventano un punto interrogativo. A San Giuliano Terme, in provincia di Pisa, l’emergenza si è accesa in poche ore e ha costretto famiglie intere a lasciare casa.
Il sindaco Matteo Cecchelli ha firmato una nuova ordinanza: evacuazione preventiva per circa 150 persone, scattata dalle ore 19. Coinvolte una ventina di abitazioni nella parte più alta del territorio comunale, proprio dove il rischio è più alto e l’ansia corre più veloce delle previsioni.
Una collina ferita: il versante del Monte Faeta
La zona interessata è quella del versante del Monte Faeta, già duramente colpito dagli incendi dei giorni precedenti. Il fuoco ha distrutto circa 500 ettari di boschi e vegetazione, lasciando dietro di sé un terreno fragile, spogliato della sua “armatura” naturale.
Ed è qui che il meteo, da semplice fastidio, può trasformarsi in minaccia concreta: su un suolo già compromesso, ogni pioggia intensa rischia di diventare l’innesco di nuovi problemi.

Piogge intense e rischio idrogeologico
La decisione di evacuare è arrivata in via precauzionale dopo l’allerta arancione per rischio idrogeologico e idraulico diramata dalla Regione Toscana. Le previsioni meteo indicavano precipitazioni abbondanti per la serata e per tutta la notte.
Il nodo è sempre lo stesso, e questa volta è ancora più stretto: nelle aree bruciate la mancanza di vegetazione aumenta il rischio di smottamenti, frane e colate di detriti in caso di pioggia intensa. Un equilibrio già spezzato che può cedere in pochi minuti.
Scuole chiuse e punti di accoglienza
Non solo case: per ragioni di sicurezza è stata disposta anche la chiusura delle scuole dell’infanzia e primarie di Asciano. Una misura prudente, pensata per proteggere studenti e personale scolastico mentre il quadro meteo peggiora e il territorio resta sotto osservazione.
Per chi deve lasciare l’abitazione, il Comune ha attivato un punto di accoglienza nella palestra di Ghezzano, messo a disposizione dalla protezione civile. Molti sfollati, però, hanno trovato un riparo temporaneo presso parenti o conoscenti, scegliendo la soluzione più immediata in una serata che non lascia spazio a esitazioni.
Centro operativo attivo e assistenza ai cittadini
Intanto è stato attivato il Centro Operativo Comunale, con numero dedicato e operativo 24 ore su 24. Un presidio fondamentale per dare indicazioni sulle aree di accoglienza e per segnalare persone in difficoltà o non autosufficienti, quando ogni minuto può fare la differenza.
L’invito delle autorità è chiaro: limitare gli spostamenti allo stretto necessario, seguire le indicazioni ufficiali e monitorare costantemente gli aggiornamenti diffusi dai canali istituzionali. In situazioni così, la regola è una sola: restare informati, senza improvvisare.

Un territorio già segnato dagli incendi
L’emergenza di oggi arriva dopo giorni particolarmente difficili: gli incendi sul Monte Faeta hanno devastato porzioni estese di bosco, lasciando il terreno esposto e instabile. È una ferita che non si richiude in fretta, e che rende ogni perturbazione un potenziale amplificatore del rischio.
Per questo anche piogge moderate, in aree bruciate, possono provocare movimenti franosi. Non è solo una questione di meteo: è l’effetto domino di un territorio messo alla prova più volte, in pochi giorni.
Attesa per la fine del maltempo e nuove verifiche
Secondo le previsioni, le piogge dovrebbero proseguire almeno fino alla tarda mattinata, per poi lasciare spazio a una tregua temporanea. Ma la vera partita si gioca dopo: solo con un miglioramento delle condizioni sarà possibile effettuare una ricognizione completa delle aree colpite.
Le verifiche serviranno a valutare la stabilità del terreno e a pianificare eventuali operazioni di messa in sicurezza, soprattutto nei punti più esposti del crinale interessato dagli incendi. La situazione è seguita con attenzione anche a livello regionale: l’emergenza è già stata dichiarata e si attende l’eventuale riconoscimento dello stato di calamità naturale da parte del governo.
Perché questa decisione conta (anche domani)
Il possibile riconoscimento dello stato di calamità è un passaggio chiave: significa poter attivare risorse straordinarie e interventi urgenti per mettere in sicurezza il territorio, con particolare attenzione alle aree più danneggiate dal fuoco e ora minacciate dal maltempo.
Nel frattempo, San Giuliano Terme resta sospesa tra prevenzione e attesa, con un obiettivo che vale più di ogni polemica: evitare che una notte di pioggia trasformi una collina già ferita in un’emergenza ancora più grave.


