
Roma, 6 maggio 2026 – Emergono le prime ipotesi sull’origine del focolaio di Hantavirus scoppiato a bordo della nave da crociera MV Hondius, dove si contano già tre vittime e otto persone contagiate.
Secondo quanto riportato dall’Associated Press, il virus potrebbe essere stato contratto durante un’escursione a terra in Ushuaia, nella regione della Terra del Fuoco.
In particolare, due turisti avrebbero partecipato a un’attività di birdwatching in una discarica locale, entrando potenzialmente in contatto con roditori infetti, principale vettore dell’hantavirus.

Le prime ricostruzioni indicano che i due sarebbero una coppia olandese, probabilmente tra le vittime, insieme a una cittadina tedesca. Un elemento che complica il quadro epidemiologico e alimenta l’urgenza delle indagini.
Fino a oggi, le autorità locali avevano escluso la presenza del virus nella zona, rendendo questo episodio ancora più anomalo. L’inchiesta sanitaria è tuttora in corso per chiarire modalità e tempi del contagio.
Parallelamente è partita la tracciatura dei contatti: sono almeno 23 le persone che hanno lasciato la nave dopo l’emergere dei primi sintomi, tra cui un cittadino svizzero attualmente ricoverato a Zurigo.
Un altro caso riguarda un passeggero poi deceduto, che aveva tentato di imbarcarsi su un volo della KLM da Johannesburg ai Paesi Bassi. L’uomo è stato però fatto scendere prima del decollo a causa delle sue condizioni di salute.
Sul fronte internazionale, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha rassicurato: il rischio per la sanità globale è al momento basso, anche se la situazione resta sotto stretta osservazione.
Anche l’Italia si è attivata: il Ministero della Salute ha confermato che non risultano passeggeri italiani a bordo della nave, ma ha comunque avviato le procedure di monitoraggio e allerta, mantenendo un contatto costante con le autorità sanitarie internazionali.


