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“Chi è il colpevole”. Garlasco, la famiglia di Chiara Poggi rompe il silenzio

Pubblicato: 07/05/2026 23:19

Nel nuovo capitolo del caso Garlasco, la famiglia di Chiara Poggi ribadisce con forza una posizione netta: per i genitori della giovane uccisa nel 2007 il colpevole resta Alberto Stasi, condannato in via definitiva dalla Cassazione nel 2015. A sostenerlo sono i legali della famiglia, intervenuti dopo la chiusura della nuova inchiesta su Andrea Sempio.

Secondo gli avvocati dei Poggi, non esisterebbero elementi tali da “riscrivere la storia” processuale del delitto. «Non si può modificare la realtà dei fatti con suggestioni mediatiche», spiegano, respingendo l’ipotesi che il nuovo materiale raccolto dagli investigatori possa scardinare una sentenza definitiva.

Nel mirino del dibattito c’è soprattutto l’audio attribuito ad Andrea Sempio, registrato dagli investigatori tramite microspia durante alcuni soliloqui in auto. Per la Procura di Pavia quelle parole rappresenterebbero un elemento importante del nuovo quadro accusatorio.

Di tutt’altro avviso la famiglia Poggi. «L’audio non è una confessione», ha chiarito l’avvocato Francesco Compagna, legale di Marco Poggi, fratello della vittima. «Sinceramente tutto mi pare fuorché un dato confessorio», ha aggiunto, ridimensionando il peso investigativo delle registrazioni.

Compagna ha anche criticato duramente le modalità delle indagini, sostenendo che Sempio sarebbe stato “braccato” dagli investigatori. «Parliamo di un ragazzo intercettato come Jim Carrey in The Truman Show», ha dichiarato il legale, parlando di un clima investigativo particolarmente invasivo.

La posizione della famiglia Poggi resta quindi invariata. «Sono troppi gli elementi che hanno portato alla condanna di Alberto Stasi perché qualcuno possa immaginare di riscrivere tutto dal nulla», sostiene ancora la difesa dei familiari di Chiara.

Tra gli elementi richiamati dagli avvocati vengono citati il ritrovamento del corpo, la bicicletta nera vista la mattina del delitto, le impronte, le scarpe “Frau 42” e altri dettagli già affrontati nei processi conclusi con la condanna definitiva di Stasi.

Nel frattempo emerge anche un retroscena investigativo legato a Marco Poggi, ascoltato più volte come testimone. Secondo quanto riportato dai social del Tg1, gli investigatori avrebbero definito il fratello della vittima “ostile” e caratterizzato da una “costante difesa d’ufficio” nei confronti di Sempio.

Sul piano giudiziario, il quadro resta complesso. Prima di un eventuale rinvio a giudizio di Andrea Sempio, la Procura potrebbe attendere l’esito dell’iter relativo alla possibile revisione del processo Stasi, evitando così la sovrapposizione tra una nuova accusa e una condanna definitiva già esistente per lo stesso omicidio.

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