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“Addio presidente”. Calcio italiano in lutto, se ne va un pezzo di storia: solo lacrime

Pubblicato: 09/05/2026 14:22

Il mondo dell’imprenditoria e il panorama calcistico nazionale piangono oggi la scomparsa di una figura che ha incarnato i valori più nobili della territorialità e del pragmatismo. Si è spento ieri, all’età di 57 anni, l’uomo che ha letteralmente strappato dal baratro dell’oblio una delle società più antiche e prestigiose del calcio lombardo. Senza il suo intervento tempestivo, avvenuto in un momento di totale disperazione finanziaria e sportiva, il percorso che ha portato una realtà di provincia fino ai vertici della massima serie non sarebbe stato nemmeno immaginabile. La sua dipartita lascia un vuoto profondo non solo nella sua famiglia, ma in un’intera comunità che lo riconosce come il vero architetto della rinascita.

Il salvatore venuto dal territorio

Il nome di Nicola Colombo resterà indissolubilmente legato alla data del 2 luglio 2015. In quel pomeriggio d’estate, mentre il club biancorosso sembrava destinato a scomparire dai radar del calcio professionistico dopo un fallimento devastante, questo imprenditore serio e riservato decise di farsi avanti. Titolare dell’azienda Smir di Bellusco, egli non agiva per smania di protagonismo, ma per un profondo senso di appartenenza. Figlio d’arte, dato che il padre Felice Colombo era stato al vertice del Milan alla fine degli anni Settanta, egli scelse di investire risorse e passione in un’asta fallimentare che molti consideravano un azzardo senza via d’uscita. Acquistando il ramo d’azienda e fondando la S.S.D. Monza 1912, egli garantì la continuità di una storia ultracentenaria che rischiava di essere cancellata per sempre.

La scalata partendo dal basso

Il percorso di ricostruzione intrapreso da Nicola Colombo non cercò mai facili scorciatoie. Egli accettò con umiltà la sfida della Serie D, il gradino più basso da cui ricominciare, convinto che la solidità di una società si costruisca sulle basi e non solo sulle apparenze. Sotto la sua gestione, il club ritrovò immediatamente credibilità e risultati sportivi. Il culmine di questa prima fase arrivò nella stagione 2016-2017, quando la squadra dominò il girone B di Serie D chiudendo con ben ottanta punti e conquistando lo scudetto di categoria. Quel successo segnò il ritorno immediato tra i professionisti, in quella Lega Pro che restituiva alla città di Monza la dignità che le spettava di diritto. Fu un biennio di sacrifici e di gestione oculata, dove ogni passo era calibrato per garantire un futuro sereno.

Il passaggio di consegne storico

Uno degli atti di maggiore grandezza compiuti da Nicola Colombo fu la capacità di capire quando fosse il momento di farsi da parte per il bene superiore della società. Il 28 settembre 2018 scelse di cedere il pacchetto azionario alla Fininvest di Silvio Berlusconi e Adriano Galliani. Fu una decisione lucida e priva di egoismi: egli era consapevole che, per compiere l’ultimo salto verso l’Olimpo del calcio italiano, servivano investimenti e strutture che solo un gruppo di quel calibro poteva garantire. Passando il testimone, egli non uscì di scena come un perdente, ma come il traghettatore che aveva messo in sicurezza la nave permettendole di navigare verso orizzonti mai esplorati prima. La promozione in Serie A ottenuta negli anni successivi è stata, di fatto, il completamento naturale di un’opera da lui iniziata.

Il dolore e l’ultimo saluto

La notizia della morte di Nicola Colombo, avvenuta l’8 maggio 2026, ha scosso profondamente l’ambiente calcistico proprio alla vigilia del suo cinquantottesimo compleanno. L’ex presidente lottava da tempo contro una malattia che ha affrontato con la stessa discrezione con cui ha guidato i suoi affari e il suo club. Il legame con il territorio rimane fortissimo, come dimostra la scelta del luogo per le esequie. I funerali sono stati programmati per lunedì 11 maggio alle ore 11, presso la Chiesa di San Martino Vescovo a Bellusco. La comunità si stringerà attorno alla moglie e ai due figli in un momento di estremo dolore, celebrando non solo l’imprenditore di successo, ma soprattutto l’uomo di sport che ha saputo donare una speranza concreta a migliaia di tifosi.

Nonostante non occupasse più cariche ufficiali da tempo, il club non ha mai dimenticato il debito di gratitudine verso Nicola Colombo. In occasione della sfida di campionato contro l’Empoli, la squadra è scesa in campo con il lutto al braccio per rendere omaggio alla sua memoria. Le parole di Adriano Galliani sono state particolarmente toccanti, definendolo una figura determinante e un amico leale, sottolineando come solo grazie al suo impegno il club abbia potuto guardare al futuro con continuità. Il pareggio per 2-2 ottenuto sul campo è passato quasi in secondo piano rispetto al ricordo di un uomo che, nel silenzio e nel lavoro quotidiano, ha gettato il seme di quella che oggi è una delle realtà più belle e solide della Serie A italiana.

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Ultimo Aggiornamento: 09/05/2026 17:59

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