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Sondaggi politici, Vannacci pesa sul centrodestra: la Lega crolla e il campo largo sorpassa

Pubblicato: 10/05/2026 09:09

Il vero dato politico non è tanto la crescita o il calo di questo o quel partito. È il fatto che il centrodestra appaia improvvisamente fragile proprio nel momento in cui sembrava aver consolidato il proprio dominio elettorale. Il nuovo sondaggio Bidimedia racconta infatti una dinamica che fino a pochi mesi fa appariva quasi impensabile: il campo largo oggi sarebbe avanti di circa tre punti rispetto alla coalizione guidata da Giorgia Meloni. E il motivo principale ha un nome preciso, Roberto Vannacci.

Il generale, dopo l’uscita traumatica dalla Lega, continua infatti a mantenere un consenso autonomo attorno al 3-4%. Un dato che, preso isolatamente, potrebbe sembrare marginale. Ma in un sistema politico sempre più polarizzato e costruito sulle coalizioni, quei punti diventano decisivi. Perché vengono sottratti quasi interamente all’area sovranista, soprattutto al partito di Matteo Salvini, che infatti continua a perdere terreno e scende al 6,2%. Una soglia psicologicamente pesantissima per un partito che pochi anni fa sfiorava il 35%.

Nel frattempo Fratelli d’Italia prova a recuperare qualcosa e torna al 27,8%, mentre Forza Italia sale al 7,8%. Ma non basta. La caduta della Lega neutralizza ogni progresso e lascia il centrodestra fermo al 42,6%. Dall’altra parte, pur con piccoli arretramenti di Pd, M5s e Avs, il campo largo resta davanti al 45,7%.

Il problema della destra non è Meloni ma Salvini

Il punto politico vero è che oggi Giorgia Meloni sembra avere un problema più strutturale di quanto appaia. Non è tanto la tenuta personale della premier a essere in discussione, quanto la capacità della coalizione di restare compatta e sufficientemente larga. La crescita di Vannacci non nasce infatti fuori dal centrodestra, ma dentro le sue contraddizioni.

Da una parte c’è una destra di governo che tenta di apparire istituzionale, internazionale e compatibile con gli equilibri europei. Dall’altra c’è una parte dell’elettorato che chiede una linea più radicale, identitaria e conflittuale. Salvini, che per anni aveva interpretato quella domanda politica, oggi sembra schiacciato tra Meloni e Vannacci. E il risultato è che perde voti verso entrambi.

Il paradosso è evidente. Più Meloni cerca di consolidarsi come leader affidabile agli occhi europei e internazionali, più lascia spazio alla nascita di una forza che la accusa implicitamente di moderazione. E Vannacci sembra vivere esattamente di questo spazio politico.

Il campo largo resta fragile, ma oggi sarebbe avanti

Naturalmente il vantaggio del centrosinistra va letto con prudenza. Il campo largo continua a esistere più nei sondaggi che nella realtà politica concreta. Non c’è una leadership condivisa, non esiste ancora un programma comune e restano enormi differenze strategiche tra Pd, Cinque Stelle, centristi e sinistra radicale.

Eppure il dato numerico racconta qualcosa di importante. Pur arretrando leggermente, le opposizioni mantengono una somma superiore rispetto al centrodestra. Significa che la crisi della Lega sta producendo un effetto sistemico. Non è soltanto il declino di un partito, ma il rischio di una frattura nell’intera coalizione conservatrice.

Anche perché le possibili soluzioni sembrano quasi impraticabili. Riavvicinare Vannacci significherebbe spostare ulteriormente l’asse politico verso posizioni molto dure, creando inevitabili tensioni con Forza Italia e con la componente più governativa della maggioranza. Ma lasciarlo fuori potrebbe consegnare matematicamente la vittoria agli avversari.

Nel frattempo cresce anche Azione di Carlo Calenda, che arriva al 3%, confermando l’esistenza di uno spazio politico moderato e liberale che continua a non riconoscersi né nel campo largo né nella destra sovranista. Uno spazio piccolo, ma che in un sistema frammentato può diventare decisivo.

A un anno dal voto, insomma, il quadro politico italiano appare molto meno stabile di quanto sembrasse soltanto pochi mesi fa. E il centrodestra scopre che il problema non è più soltanto vincere. È restare unito.

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Ultimo Aggiornamento: 10/05/2026 09:30

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