
L’aria del mattino, di solito leggera e quasi innocente, a Settimo Torinese si è trasformata in un pugno allo stomaco. Erano da poco passate le 7 di domenica 10 maggio quando una colonna di fumo nero, densa e minacciosa, ha iniziato a salire in cielo da via Ceres, visibile a chilometri di distanza. In pochi istanti la normalità si è incrinata: telefoni in mano, finestre chiuse di scatto, un’unica domanda rimbalzata tra i residenti: cosa sta succedendo?
Il risultato è stato uno scenario ad alta tensione: un vasto incendio ha richiesto ore di intervento e ha portato anche all’evacuazione di alcune abitazioni nelle immediate vicinanze. Tra sirene, fumo e paura, nelle prime fasi hanno circolato perfino informazioni drammatiche poi rivelatesi infondate, alimentando ancora di più lo sgomento generale.
Cosa è successo in via Ceres
Secondo le prime ricostruzioni, le fiamme si sono sviluppate all’interno dell’area di una carrozzeria, chiusa al momento dell’incendio. Ma il punto di origine, sempre stando a quanto emerso, sarebbe stato un grosso cumulo di materiale accatastato all’esterno della struttura: proprio lì il fuoco avrebbe trovato terreno facile per crescere e correre.
Da quel punto, la propagazione sarebbe stata rapidissima: prima la vegetazione circostante, poi il capannone dell’attività. L’intensità del rogo ha trasformato la zona in un’area critica, costringendo i soccorritori a lavorare subito per contenere l’avanzata verso gli edifici residenziali.

Allarme e interventi: la raccomandazione che tutti hanno ascoltato
Sul posto sono arrivate numerose squadre dei vigili del fuoco, insieme al personale del 118 di Azienda Zero e alle forze dell’ordine. Al loro arrivo, il fronte dell’incendio era già estremamente esteso: fiamme alte, fumo intenso, aria irrespirabile e un’area che in pochi minuti si è saturata.
Per precauzione è stata disposta l’evacuazione di una palazzina vicina, mentre il Comune di Settimo Torinese ha invitato tutti a ridurre i rischi con un avviso chiaro, da prendere alla lettera: “Questa mattina è scoppiato un incendio in una casa di via Ceres. L’incendio è ancora in corso, sono sul posto i vigili del fuoco, le forze dell’ordine e la polizia locale. Si chiede di tenere chiuse le finestre”.
La voce choc e la smentita: cosa è stato chiarito
Con il passare delle ore, mentre l’intervento proseguiva per circoscrivere il rogo e impedire un’ulteriore estensione, si è diffusa una notizia capace di gelare chiunque: il presunto ritrovamento del cadavere di una donna in una cascina vicina. Una voce che ha fatto salire l’ansia alle stelle, anche perché in un primo momento è circolata persino attraverso comunicazioni ufficiali.
Poi, però, è arrivata la smentita. Azienda Zero ha chiarito che si è trattato del “frutto di un’informazione sbagliata circolata erroneamente”, rettificando uno degli aspetti più drammatici emersi nelle fasi iniziali dell’emergenza.

Bilancio e indagini: cosa resta da capire
La smentita ha riportato il bilancio su un piano meno tragico, almeno sotto il profilo umano. Nonostante la violenza dell’incendio e la complessità dell’intervento, nessuna persona ha avuto bisogno di essere trasportata in ospedale.
Resta però alta l’attenzione sulle cause: l’area è stata transennata e isolata per consentire rilievi accurati e verifiche tecniche. Le indagini dovranno chiarire come un incendio partito da materiale esterno sia riuscito a trasformarsi, in così poco tempo, in un’emergenza di tale portata, capace di mettere a rischio abitazioni, attività e residenti.


