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Caos nel centrodestra, Vannacci lancia l’affondo e apre a Meloni

Pubblicato: 11/05/2026 12:34

Roberto Vannacci torna all’attacco del centrodestra e lo fa con parole durissime. In un’intervista a La Verità, il leader di Futuro nazionale sostiene che la coalizione di governo abbia smarrito la propria identità politica e si sia allontanata dalle battaglie originarie. “Il centrodestra ha perso la trebisonda. Sembra tramortito”, afferma l’ex generale, convinto che sia arrivato il momento di reagire e rilanciare un progetto politico più radicale sui temi della sovranità nazionale, dell’immigrazione e dell’energia.
Vannacci rivendica la crescita del suo movimento, parlando di migliaia di iscritti e centinaia di comitati già presenti sul territorio italiano. E quando gli viene chiesto se Futuro nazionale possa un giorno superare la Lega, la risposta è netta: “Perché no?”. Una frase che alimenta ulteriormente le tensioni interne all’area sovranista e conferma le ambizioni politiche dell’ex ufficiale.

Le “linee rosse” e l’attacco all’Europa

Nel corso dell’intervista, Vannacci chiarisce che eventuali alleanze con il centrodestra potranno nascere solo a precise condizioni. “Le alleanze si fanno su principi, valori e programmi”, spiega, indicando quelle che definisce “linee rosse” non negoziabili. Tra queste cita l’uscita dal Green Deal europeo, il rilancio del nucleare, il ritorno all’uso del carbone e il blocco dell’immigrazione clandestina.

Secondo il leader di Futuro nazionale, una parte del centrodestra a Bruxelles starebbe assumendo posizioni troppo vicine a quelle del Partito Democratico. Una critica che rappresenta un chiaro affondo nei confronti di alcuni alleati della maggioranza e che punta a marcare ulteriormente la distanza tra il suo movimento e le posizioni più moderate della coalizione.

Le tensioni con la Lega e la posizione sull’Ucraina

Vannacci ha parlato apertamente anche del difficile rapporto con la Lega e con Matteo Salvini, facendo riferimento a “gelosie” e tensioni interne nate dopo il suo ingresso nel partito. “Una figura come la mia, entrata in un partito storico con prorompenza e popolarità, sicuramente ha suscitato qualche preoccupazione”, ha dichiarato.

Tra i motivi della rottura politica, l’ex generale cita soprattutto la questione degli aiuti militari all’Ucraina. Vannacci ribadisce di non poter accettare una linea che, a suo dire, sarebbe contraddittoria tra Bruxelles e Roma: “Non posso votare in Europa contro le armi e poi accettare il contrario in Italia”.

Il dialogo con Meloni e le parole su Trump

Sul fronte internazionale, Vannacci prende le distanze anche da Donald Trump, spiegando di apprezzarne la linea soltanto quando resta legata agli interessi nazionali americani. “Se si trasforma nel gendarme del mondo che fa esplodere i conflitti, allora non mi sta più bene”, afferma.

Infine, il leader di Futuro nazionale conferma di avere contatti aperti con Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia. “Mi confronto con tutti, figuriamoci se non parlo con Meloni”, spiega, lasciando intendere che il dialogo con la premier e con il partito di maggioranza sia ancora in corso. Un messaggio che potrebbe pesare sugli equilibri futuri del centrodestra italiano.

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