
Quella che doveva essere una semplice passeggiata serale si è trasformata in una tragedia devastante. Una donna è morta dopo essere scivolata lungo un tratto costiero ed essere rimasta incastrata tra gli scogli mentre la marea saliva rapidamente, senza lasciarle possibilità di fuga.
Accanto a lei c’era una delle figlie, testimone impotente degli ultimi drammatici momenti della madre. Le urla disperate della bambina hanno attirato alcuni passanti che hanno tentato di salvarla, ma il mare e il poco spazio tra le rocce hanno reso impossibile ogni intervento immediato.

La vittima era Saffron Cole-Nottage, 32 anni, mamma di sei figli, morta domenica 2 febbraio a Lowestoft, nella contea del Suffolk, nel Regno Unito. La donna conosceva molto bene quel tratto di lungomare, dove da ragazza andava spesso a pescare insieme al padre.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la 32enne aveva trascorso la giornata in un hotel della zona insieme alla famiglia. Dopo il pranzo, intorno alle sette di sera, era uscita per una passeggiata con una delle figlie e il cane lungo il sentiero vicino alla costa.
Durante il tragitto, Saffron Cole-Nottage sarebbe improvvisamente inciampata lungo il percorso in cemento, precipitando a testa in giù tra gli scogli frangiflutti. La donna è rimasta bloccata tra le rocce proprio mentre la marea iniziava a salire velocemente.
Due passanti, Alex Singleton-Dent e Ian Jones, si sono precipitati sul posto dopo aver sentito le grida della bambina. «È sembrata un’eternità», ha raccontato uno dei soccorritori improvvisati, spiegando di aver visto soltanto le gambe della donna spuntare dalle rocce mentre cercavano disperatamente di tirarla fuori.
La chiamata ai soccorsi è partita alle 19:52, ma i vigili del fuoco sono arrivati circa trenta minuti dopo. Nel frattempo la situazione è peggiorata rapidamente: l’acqua continuava a salire e la donna, ancora cosciente, implorava aiuto mentre la figlia viveva momenti di puro terrore.
Quando i soccorritori sono riusciti finalmente a liberarla, quasi un’ora dopo la caduta, era ormai troppo tardi. I tentativi di rianimazione si sono rivelati inutili e la donna è morta per annegamento. L’inchiesta aperta presso il tribunale di Ipswich sta cercando di chiarire soprattutto i possibili ritardi nei soccorsi.
Secondo gli esami tossicologici, nel sangue della vittima era presente un tasso alcolemico superiore di oltre tre volte al limite consentito per la guida. Il compagno Mike Wheeler ha però raccontato che, nonostante avesse bevuto alcuni bicchieri di vino durante il pranzo, «si comportava normalmente». La famiglia ha ricordato Saffron come una donna «veramente unica», capace di «illuminare qualsiasi ambiente».


