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“Duemila euro spariti in un istante”. La nuova truffa fa paura: “Raggirati così dentro al supermercato”

Pubblicato: 11/05/2026 11:45

Una donazione che sembra innocua, un gesto di solidarietà compiuto in pochi secondi tra gli scaffali di un supermercato e la convinzione di aver contribuito a una buona causa. È in questo contesto quotidiano e rassicurante che si sta diffondendo una nuova forma di truffa con POS manomessi, capace di colpire le vittime senza che queste si accorgano immediatamente dell’inganno.

Il meccanismo, secondo quanto emerso dalle segnalazioni, si basa su una forte componente di fiducia e su una simulazione accurata di attività benefiche. I truffatori si presentano come volontari impegnati in raccolte fondi, riuscendo così a convincere le persone a effettuare pagamenti apparentemente modesti tramite terminali elettronici.

Il fenomeno sta destando particolare attenzione in Trentino Alto Adige, dove le forze dell’ordine hanno segnalato diversi episodi avvenuti all’interno di supermercati. Le indagini sono in corso per verificare l’estensione del raggiro e individuare i responsabili.
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Il finto volontariato nei supermercati

Alla base della truffa c’è un copione ben definito. I responsabili si presentano come rappresentanti di una presunta Onlus impegnata in attività di sostegno a bambini malati, chiedendo una donazione simbolica che si aggira intorno ai 10 euro.

Per rafforzare la credibilità dell’iniziativa, viene proposto esclusivamente il pagamento tramite POS elettronico, escludendo la possibilità di utilizzare contanti. Una scelta che, in apparenza, aumenta la trasparenza dell’operazione ma che in realtà rappresenta il primo passo del raggiro.

Le vittime, convinte di contribuire a una causa solidale, accettano di effettuare il pagamento senza sospettare anomalie.

Il sistema nascosto dietro il pagamento

Il cuore della truffa si attiverebbe nel momento stesso della transazione. Sullo schermo del POS viene visualizzata la cifra corretta e concordata con la vittima, ma il dispositivo sarebbe stato alterato per inviare alla banca un addebito di importo molto più elevato.

In questo modo il cliente autorizza inconsapevolmente una somma ben superiore a quella mostrata. L’anomalia non è immediatamente percepibile e spesso emerge solo dopo alcune ore, quando arrivano notifiche bancarie o si controlla il saldo del conto corrente.

In diversi casi segnalati, le somme sottratte avrebbero superato anche i 2.000 euro, rendendo il danno economico particolarmente rilevante.

L’allerta in Trentino Alto Adige

A seguito del ripetersi degli episodi, la polizia locale delle Giudicarie ha diffuso un avviso urgente invitando i cittadini alla massima prudenza. Le autorità raccomandano di prestare particolare attenzione alle richieste di pagamento effettuate da persone sconosciute all’interno di spazi pubblici come supermercati e centri commerciali.

L’indicazione principale è quella di evitare qualsiasi pagamento su dispositivi POS non ufficiali o gestiti da soggetti non chiaramente identificabili, anche quando la richiesta è presentata come iniziativa benefica.

Le forze dell’ordine stanno monitorando il fenomeno, che rientra in una più ampia categoria di truffe basate sull’ingegneria sociale, ovvero sulla manipolazione psicologica delle vittime.

Un fenomeno legato alla fiducia

Il punto di forza di questa tipologia di raggiro è la capacità di sfruttare contesti quotidiani e rassicuranti. I supermercati diventano così luoghi particolarmente vulnerabili, dove la distrazione e la disponibilità delle persone facilitano l’azione dei truffatori.

Secondo gli investigatori, il fenomeno si inserisce in una tendenza più ampia di frodi ibride che combinano tecnologia e manipolazione comportamentale. Per questo motivo viene ribadita l’importanza di verificare sempre l’autenticità delle raccolte fondi e di non affidarsi a terminali di pagamento non riconducibili a circuiti ufficiali.

La raccomandazione finale

In caso di richieste sospette, soprattutto se legate a presunte attività di beneficenza, le autorità invitano a non procedere con alcuna transazione e a segnalare immediatamente l’episodio alle forze dell’ordine.

La prevenzione resta l’elemento decisivo per contrastare una truffa che, pur presentandosi in modo semplice e credibile, si basa su un sistema sempre più sofisticato e difficile da individuare in tempo reale.

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