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Uno Bianca, blitz nella casa di Gugliotta: cosa cercano gli investigatori

Pubblicato: 12/05/2026 18:04

A distanza di mesi dalla morte di Pietro Gugliotta, la sua abitazione di Colle di Arba è tornata improvvisamente al centro dell’attenzione investigativa. Un’irruzione tutt’altro che ordinaria: una ventina di carabinieri, compresi uomini della Scientifica e dei Ris, hanno passato al setaccio la casa dell’ex detenuto legato alla vicenda della Banda della Uno Bianca.

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Il dato che più colpisce è il tempismo. L’intervento arriva mesi dopo il suicidio di Gugliotta e, secondo fonti vicine all’inchiesta, difficilmente potrebbe trattarsi di una semplice verifica di routine. Quando un reparto altamente specializzato entra in azione con uomini della Scientifica e tecnici dei Ris, il sospetto è che gli investigatori stiano seguendo una pista precisa.

Dietro il blitz potrebbe esserci un nuovo elemento investigativo emerso nelle ultime settimane: un’intercettazione, una testimonianza oppure documenti recuperati in altri filoni d’indagine che avrebbero riportato l’attenzione sulla casa di Colle di Arba.

Un dettaglio ritenuto significativo riguarda anche il ruolo marginale della Procura locale. Il procuratore Montrone, secondo quanto trapela, sarebbe stato informato solo parzialmente dell’operazione. Circostanza che rafforza l’ipotesi di un coordinamento investigativo proveniente da un livello superiore, probabilmente dagli uffici che negli ultimi tempi stanno riesaminando alcuni fascicoli legati alla Uno Bianca a Bologna.

L’obiettivo dell’operazione non sarebbe più Gugliotta, morto lo scorso gennaio, ma ciò che potrebbe aver lasciato dietro di sé. Gli investigatori cercherebbero eventuali documenti, supporti digitali, appunti o prove capaci di riaprire interrogativi mai del tutto chiariti sulle attività della banda.

La Uno Bianca, guidata dai fratelli Fabio Savi e Roberto Savi, terrorizzò l’Italia tra gli anni Ottanta e Novanta con omicidi, rapine e assalti armati. Da tempo, attorno alla banda, sopravvivono sospetti mai completamente fugati su possibili coperture esterne o complicità rimaste nell’ombra.

Ed è proprio questo il punto che potrebbe aver riportato gli investigatori nella casa di Gugliotta. Dopo essere tornato libero nel 2008, l’uomo aveva scelto una vita lontana dai riflettori, mantenendo un profilo estremamente riservato fino alla morte. Un silenzio che oggi viene riletto anche sotto un’altra chiave: semplice volontà di sparire oppure tentativo di proteggere qualcuno?

Gli specialisti dei Ris starebbero passando al setaccio l’abitazione alla ricerca di possibili intercapedini, doppifondi o archivi digitali nascosti. Un’attività meticolosa che, secondo gli osservatori, difficilmente verrebbe autorizzata senza la convinzione di poter trovare elementi concreti.

Al momento non risultano dichiarazioni ufficiali sugli esiti della perquisizione, ma il fatto stesso che sia stato mobilitato un apparato investigativo di questo livello lascia intendere che l’inchiesta potrebbe avere sviluppi ancora inattesi.

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