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Vertice a sorpresa, Meloni faccia a faccia con Salvini e Tajani: cosa sta succedendo

Pubblicato: 14/05/2026 19:08

Vertice a sorpresa a Palazzo Chigi alla vigilia del Consiglio dei ministri, con un confronto riservato durato quasi un’ora tra la premier e i suoi vice. Un incontro che ha immediatamente fatto slittare l’orario della riunione del governo, segno di dossier ancora aperti e di equilibri interni da definire.

Al centro del confronto politico, secondo quanto trapela, anche le delicate nomine istituzionali e i rapporti sempre più complessi all’interno della maggioranza. Un passaggio che conferma come, anche su temi tecnici, la partita politica resti completamente aperta.

Il faccia a faccia si è svolto tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini. Il vertice, durato circa un’ora, si è tenuto poco prima dell’avvio del Cdm previsto per le 15.30 e poi slittato di oltre un’ora.

Sul tavolo, in particolare, la partita delle nomine dopo il passo indietro del leghista Federico Freni dalla corsa alla presidenza della Consob, e le nuove tensioni legate alla guida dell’Antitrust, ambita da Forza Italia con la proposta di un profilo tecnico vicino all’area azzurra.

Un confronto che conferma le frizioni interne alla maggioranza anche su dossier altamente sensibili. Le nomine degli organismi indipendenti restano infatti uno dei terreni più delicati su cui si misurano gli equilibri tra Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia.

Ma il vertice non si sarebbe limitato ai soli temi istituzionali. Secondo fonti di governo, si sarebbe parlato anche di spesa per la difesa e del nodo legato all’utilizzo delle risorse europee destinate alla sicurezza.

Proprio in queste ore il ministro della Difesa Guido Crosetto ha reso noto di aver inviato due lettere al titolare del Mef Giancarlo Giorgetti, chiedendo chiarimenti sull’impiego dei 14 miliardi previsti dal programma europeo SAFE, lo strumento Ue per il rafforzamento della sicurezza e della difesa.

Secondo quanto riferito, Crosetto non avrebbe ancora ricevuto risposta, alimentando ulteriori interrogativi sulla gestione dei fondi e sui tempi di attuazione delle misure.

Il rinvio del Consiglio dei ministri e il vertice riservato a Palazzo Chigi mostrano così un quadro politico in movimento, con una maggioranza impegnata a trovare una sintesi su dossier strategici che vanno dalle nomine ai temi della difesa, in un equilibrio sempre più delicato tra le diverse anime della coalizione.

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