
Non ce l’ha fatta a compiere il suo viaggio della speranza una neonata, morta subito dopo lo sbarco a Lampedusa e durante il trasferimento al Poliambulatorio dell’isola. Una tragedia che si è consumata nelle prime ore del mattino, al termine di una traversata già segnata da condizioni difficili e da un quadro sanitario disperato.
La piccola era a bordo di un’imbarcazione con altre 55 persone soccorse in mare e poi trasferite a terra dalla motovedetta V1307 della Guardia di Finanza. Lo sbarco è avvenuto al molo Favarolo intorno alle 4.30, dopo un’operazione di salvataggio complessa. Tra i migranti soccorsi, provenienti da diversi Paesi africani, c’erano anche donne e minori.

La neonata è apparsa subito in condizioni critiche. Insieme alla madre è stata trasferita d’urgenza al Poliambulatorio di Lampedusa, dove il personale sanitario ha tentato ogni possibile intervento di soccorso. Nonostante i tentativi dei medici, per la piccola non c’è stato nulla da fare: il decesso è stato constatato poco dopo l’arrivo.
Secondo le prime informazioni, la causa della morte sarebbe stata ipotermia, conseguenza delle condizioni estreme del viaggio in mare e delle basse temperature a cui la neonata sarebbe stata esposta durante la traversata. Un quadro clinico già compromesso all’arrivo dei soccorsi.
A bordo dell’imbarcazione soccorsa si trovavano persone provenienti da diversi Paesi dell’Africa subsahariana, tra cui Camerun, Costa d’Avorio, Gambia, Guinea, Mali, Nigeria e Sierra Leone. Tra i 55 migranti c’erano sette donne e sei minori, tutti successivamente assistiti una volta giunti sull’isola.
Solo pochi giorni prima, un’altra operazione di soccorso aveva interessato Lampedusa: l’imbarcazione a vela civile “Nadir”, dell’ong tedesca Resqship, aveva tratto in salvo e sbarcato altri 44 migranti. Un flusso continuo che continua a mettere sotto pressione il sistema di accoglienza dell’isola.
Secondo i dati del Ministero dell’Interno aggiornati al 15 maggio, gli sbarchi in Italia dall’inizio dell’anno sono stati 9.110, un numero in forte diminuzione rispetto ai 19.439 registrati nello stesso periodo del 2025. Un calo significativo nei dati complessivi, che però non interrompe la sequenza di tragedie in mare.
La morte della neonata riporta ancora una volta al centro il tema delle traversate nel Mediterraneo centrale, una delle rotte migratorie più pericolose al mondo, dove le condizioni estreme del viaggio continuano a colpire anche i più fragili. Lampedusa, ancora una volta, si trova a essere il primo approdo di storie che troppo spesso si chiudono con una perdita.


