
Il caso artistico e politico che ha tenuto banco nei primi mesi dell’anno all’interno della basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma si arricchisce di un nuovo, singolare capitolo. La vicenda era nata quando un restauro aveva portato alla luce, o meglio alla ribalta della cronaca, il volto di un angelo che presentava una somiglianza a dir poco clamorosa con la premier Giorgia Meloni. Quell’affresco, realizzato originariamente dall’artista Bruno Valentinetti, era diventato in pochissimo tempo un’attrazione mediatica e turistica, spingendo curiosi e fedeli ad affollare la chiesa romana. La forte risonanza pubblica e il dibattito sulla natura della somiglianza avevano però spinto le autorità vaticane a intervenire in modo drastico, ordinando la cancellazione di quel volto per evitare che un luogo di culto si trasformasse nel teatro di una permanente contesa politica. Nelle ultime ore, lo stesso autore è tornato sul posto per completare l’opera di rifacimento, ma il risultato ha immediatamente innescato una nuova ondata di commenti e congetture.
Il nuovo volto della discordia tra ironia e somiglianze improbabili
L’obiettivo principale dell’intervento era quello di riportare la serenità nella basilica di San Lorenzo in Lucina, sostituendo i tratti somatici della presidente del Consiglio con un volto totalmente anonimo e privo di riferimenti alla stretta attualità. Il restauratore e artista Bruno Valentinetti si è rimesso al lavoro per ridisegnare i lineamenti dell’angelo, ma l’operazione non ha seguito il binario della fedeltà storica. Come ha spiegato chiaramente monsignor Daniele Micheletti, responsabile della basilica, il disegno originale risalente all’anno duemila non è stato rinvenuto all’interno degli archivi parrocchiali. Di conseguenza, l’artista ha dovuto procedere a braccio, affidandosi alla propria ispirazione del momento per creare una fisionomia inedita. Il tentativo di spegnere ogni polemica si è però scontrato con l’inesauribile ironia della rete e dei frequentatori della chiesa. Non appena i ponteggi sono stati rimossi, sono iniziate a circolare nuove e bizzarre teorie sull’identità della figura dipinta. Sulle piattaforme social e su alcune riviste specializzate di settore si è subito scatenata la caccia alla nuova somiglianza, con utenti convinti di scorgere nel dipinto i tratti di Marina Berlusconi oppure della cantante Elodie. I responsabili della struttura hanno smentito categoricamente queste interpretazioni, sottolineando come si tratti di un volto puramente ideale e non accostabile a nessun personaggio pubblico. Lo stesso monsignore ha ironizzato sulla sproporzione della testa rispetto al resto del corpo, lasciando intendere che il risultato finale possa non essere esteticamente perfetto, ma sicuramente privo di secondi fini celebrativi.
Le reazioni dei fedeli e la fine del grande assedio mediatico
La decisione di cancellare il precedente affresco era stata presa proprio per tutelare la sacralità dell’edificio religioso, che per settimane era stato letteralmente preso d’assalto da visitatori e curiosi attirati dalla curiosità mediatica. La scoperta iniziale della somiglianza con Giorgia Meloni, nata da un servizio giornalistico, aveva diviso profondamente l’opinione pubblica e la comunità dei fedeli. Da un lato c’erano molte persone apertamente contrarie alla rimozione del dipinto, le quali ritenevano che l’opera dovesse essere preservata indipendentemente dalle interpretazioni politiche. Dall’altro lato, invece, si era sollevata la protesta di una parte della comunità che considerava la presenza dei tratti della premier come una forma di scandalo per il popolo cristiano, un elemento di distrazione e di eccessiva politicizzazione all’interno di uno spazio sacro. Con la realizzazione del nuovo dipinto la situazione sembra essere tornata lentamente alla normalità. Il flusso di turisti focalizzati unicamente sull’angelo si è fortemente ridimensionato, anche se l’eco della vicenda continua a spingere qualche appassionato a verificare di persona il cambiamento. Le autorità parrocchiali si dicono fiduciose che questo nuovo volto, definito volutamente anonimo, possa mettere la parola fine alle tensioni dei mesi passati, restituendo alla basilica la sua originaria funzione di preghiera e di raccoglimento, lontana dai riflettori della politica romana.

