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Strappo nella Lega: Ravetto lascia il partito di Salvini e va con Vannacci

Pubblicato: 19/05/2026 12:14

Le dinamiche interne ai movimenti politici contemporanei continuano a muoversi lungo direttrici fluide, dove il posizionamento strategico dei singoli esponenti ridefinisce costantemente i confini delle coalizioni. In un panorama in cui il consenso si misura sulla capacità di intercettare le nuove sensibilità dell’elettorato e di catalizzare l’attenzione dei media, i flussi e i riposizionamenti non sono mai casuali, ma rispondono a precise letture della fase storica in atto. Le fibrillazioni che si registrano dietro le quinte delle segreterie indicano che la geografia dei blocchi di riferimento è in piena metamorfosi, inaugurando una stagione di forti novità in cui le alleanze tradizionali cedono il passo a formule inedite e a nuove centralità programmatiche.

Il cambio di casacca e l’approdo con l’ex parà

Laura Ravetto lascia la Lega e trasloca sotto le insegne del generale Roberto Vannacci. È la prima big del Carroccio a passare con l’ex parà e il suo Futuro nazionale. Nei prossimi giorni, assicurano invece gli amici del militare, la deputata salirà sul palco di uno dei comizi vannacciani, sancendo pubblicamente un passaggio che agita la destra sovranista. Riparte dal generale, Ravetto, che fu azzurra fervente, volto del berlusconismo televisivo, incarico di sottogoverno nel 2010-2011, con i galloni di sottosegretario ai rapporti con il Parlamento. Fino allo strappo con FI, il trasloco in casa Lega, non più nordista ma nazionale, nel 2020, anno del Covid, fino alla ricandidatura a Montecitorio, sotto lo spadone di Alberto da Giussano.

Ravetto è una veterana del Palazzo: cinque legislature alle spalle, parlamentare dal 2006. Un’esperienza di lungo corso nelle istituzioni che ora viene messa al servizio di un nuovo progetto, destinato a modificare i pesi specifici all’interno dell’area di riferimento e a innescare una serie di reazioni a catena nei palazzi della politica romana.

Gli scenari futuri e le crepe nel fortino leghista

Ora il viaggio continua verso Vannacci, il quale non dispone ancora di un partito robusto ma possiede una qualità assai apprezzata in politica: attira telecamere, malumori e transfughi. I fedelissimi del generale giurano che Ravetto non sarà l’unica a compiere questo passo nel breve periodo.

Altri esponenti leghisti sarebbero pronti a seguirla nelle prossime settimane, aprendo una crepa ulteriore nel fortino salviniano, già percorso da spifferi, rancori e sondaggi non precisamente trionfali. L’addio della deputata rischia di accelerare i processi di scomposizione interna, offrendo una sponda a quanti, all’interno del movimento, manifestano da tempo segni di insofferenza verso la linea della segreteria federale. Sarà un’estate calda, quella dei sovranisti. E non soltanto per il clima.

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Ultimo Aggiornamento: 19/05/2026 12:18

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