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Pamela Genini, Francesco Dolci in caserma alla fine della perquisizione

Pubblicato: 19/05/2026 18:03

Proseguono le indagini sulla profanazione della tomba di Pamela Genini, la 29enne uccisa il 14 ottobre scorso dall’ex fidanzato Gianluca Soncin. Da questa mattina i carabinieri hanno avviato nuove ricerche per individuare la testa della giovane, trafugata dal sepolcro nel cimitero di Strozza.

L’attività investigativa si è concentrata nelle aree rurali di proprietà di Francesco Dolci, imprenditore ed ex compagno della vittima, attualmente indagato dalla Procura di Bergamo per il reato di vilipendio di cadavere.

In campo anche le unità cinofile

Le operazioni vengono coordinate dalla Procura di Bergamo e si svolgono in esecuzione di un decreto di perquisizione.

Accanto ai militari dell’Arma operano anche le unità cinofile provenienti da Firenze. Impiegati nelle ricerche i cani Claus, un pastore belga malinois, e Hula, un pastore tedesco, addestrati specificamente all’individuazione di resti umani e parti anatomiche in ambienti particolarmente complessi.

Secondo gli investigatori, la vasta estensione dei terreni richiederà diversi giorni di attività e sopralluoghi. Pochi minuti fa a Dentro la Notizia Dolci ha dichiarato di essere diretto verso la caserma dei carabinieri al fine di firmare il modulo di conclusione della perquisizione.
“Hanno trovato ossa di bacino di una volpe, nient’altro”, ha detto Dolci mentre si recava in auto presso il comando provinciale dei Carabinieri di Bergamo. “Hanno perlustrato le proprietà dei vicini e sono entrati anche in una stalla abbandonata dove hanno tolto pezzi di muro”, ha aggiunto l’ex di Pamela. “Hanno perquisito una fossa biologica, ricontrollato il garage e pure degli alveari non di mia proprietà mentre le botole sotto casa le avevano già perquisite”, ha aggiunto.

Le precedenti perquisizioni

Le abitazioni di Francesco Dolci e dei suoi genitori, situate a Sant’Omobono Terme, erano già state perquisite dai carabinieri del comando provinciale di Bergamo il 6 maggio scorso.

In quell’occasione non furono rinvenuti i resti mancanti di Pamela Genini. Gli investigatori ritengono però che la parte trafugata possa trovarsi in zone isolate delle proprietà riconducibili alla famiglia dell’indagato.

L’indagato continua a negare

Le aree oggetto delle ricerche sarebbero state individuate attraverso un’attenta analisi delle proprietà della famiglia Dolci. Secondo quanto emerso, l’indagato non avrebbe fornito indicazioni utili agli investigatori e continua a dichiararsi estraneo ai fatti.

Le indagini proseguono per chiarire chi abbia profanato la sepoltura e per recuperare i resti della giovane, permettendo così alla famiglia di ottenere una piena restituzione della salma.

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Ultimo Aggiornamento: 19/05/2026 18:37

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