
La Commissione parlamentare Antimafia ha individuato 28 candidati considerati “impresentabili” in vista delle elezioni comunali del 24 e 25 maggio 2026, sulla base delle verifiche effettuate in applicazione del codice di autoregolamentazione sottoscritto dai partiti.
L’elenco è stato illustrato dalla presidente della Commissione, Chiara Colosimo.
Perché sono stati segnalati
Dei 28 nominativi:
- 21 risultano in contrasto con le norme del codice di autoregolamentazione dei partiti, che escludono candidature in presenza di specifiche condizioni giudiziarie;
- 7 riguardano invece amministratori che si candidano in Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose, dove la normativa vieta la candidatura a chi ha ricoperto incarichi di sindaco o assessore nell’amministrazione interessata.
La definizione di “impresentabile” non comporta l’esclusione automatica dalla competizione elettorale, ma rappresenta una valutazione politica basata sui criteri fissati dalla Commissione.
I candidati sindaci segnalati
Tra i candidati alla carica di sindaco figurano:
- Luigi Gentile, candidato ad Agrigento, rinviato a giudizio nel 2021 per bancarotta fraudolenta;
- Gianluca Festa, candidato ad Avellino, destinatario di decreto di giudizio immediato per reati legati alla corruzione;
- Alfio Pillera, candidato a Randazzo, rinviato a giudizio per truffa aggravata e in un procedimento separato per accesso abusivo a sistema informatico;
- Concetta Carla Luisa Foti, già assessora comunale;
- Gianluca Giuseppe Anzalone, anch’egli già assessore;
- Giovanni Macrì, già sindaco di Tropea;
- Giuseppe Rodolico, anche lui già sindaco della città.
I candidati consiglieri segnalati
Tra i candidati al consiglio comunale figurano esponenti di diverse liste e partiti in numerosi Comuni italiani, tra cui Afragola, Avellino, Cava de’ Tirreni, Enna, Ercolano, Imola, Melito di Napoli, Messina, Portici, Reggio Calabria, Trani e Viareggio.
Le contestazioni riguardano, a seconda dei casi, rinvii a giudizio o condanne per reati quali bancarotta fraudolenta, traffico illecito di rifiuti, riciclaggio, corruzione, accesso abusivo a sistemi informatici, frode informatica, tentata estorsione ed estorsione.
Nessuna esclusione automatica
La Commissione Antimafia ricorda che il giudizio di “impresentabilità” non equivale a una sentenza e non determina l’esclusione dalle liste elettorali.
Si tratta di una valutazione effettuata sulla base dei criteri fissati dal codice etico adottato dai partiti e finalizzata a garantire maggiore trasparenza nella selezione delle candidature alle elezioni amministrative.


