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Elezioni 2026, spunta una lista di candidati “impresentabili”: anche nomi noti

Pubblicato: 19/05/2026 20:58
Elezioni regionali Puglia 2025

La Commissione parlamentare Antimafia ha individuato 28 candidati considerati “impresentabili” in vista delle elezioni comunali del 24 e 25 maggio 2026, sulla base delle verifiche effettuate in applicazione del codice di autoregolamentazione sottoscritto dai partiti.

L’elenco è stato illustrato dalla presidente della Commissione, Chiara Colosimo.

Perché sono stati segnalati

Dei 28 nominativi:

  • 21 risultano in contrasto con le norme del codice di autoregolamentazione dei partiti, che escludono candidature in presenza di specifiche condizioni giudiziarie;
  • 7 riguardano invece amministratori che si candidano in Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose, dove la normativa vieta la candidatura a chi ha ricoperto incarichi di sindaco o assessore nell’amministrazione interessata.

La definizione di “impresentabile” non comporta l’esclusione automatica dalla competizione elettorale, ma rappresenta una valutazione politica basata sui criteri fissati dalla Commissione.

I candidati sindaci segnalati

Tra i candidati alla carica di sindaco figurano:

  • Luigi Gentile, candidato ad Agrigento, rinviato a giudizio nel 2021 per bancarotta fraudolenta;
  • Gianluca Festa, candidato ad Avellino, destinatario di decreto di giudizio immediato per reati legati alla corruzione;
  • Alfio Pillera, candidato a Randazzo, rinviato a giudizio per truffa aggravata e in un procedimento separato per accesso abusivo a sistema informatico;
  • Concetta Carla Luisa Foti, già assessora comunale;
  • Gianluca Giuseppe Anzalone, anch’egli già assessore;
  • Giovanni Macrì, già sindaco di Tropea;
  • Giuseppe Rodolico, anche lui già sindaco della città.

I candidati consiglieri segnalati

Tra i candidati al consiglio comunale figurano esponenti di diverse liste e partiti in numerosi Comuni italiani, tra cui Afragola, Avellino, Cava de’ Tirreni, Enna, Ercolano, Imola, Melito di Napoli, Messina, Portici, Reggio Calabria, Trani e Viareggio.

Le contestazioni riguardano, a seconda dei casi, rinvii a giudizio o condanne per reati quali bancarotta fraudolenta, traffico illecito di rifiuti, riciclaggio, corruzione, accesso abusivo a sistemi informatici, frode informatica, tentata estorsione ed estorsione.

Nessuna esclusione automatica

La Commissione Antimafia ricorda che il giudizio di “impresentabilità” non equivale a una sentenza e non determina l’esclusione dalle liste elettorali.

Si tratta di una valutazione effettuata sulla base dei criteri fissati dal codice etico adottato dai partiti e finalizzata a garantire maggiore trasparenza nella selezione delle candidature alle elezioni amministrative.

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