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Inps, enorme errore sulle pensioni: è caos. Cosa fare

Pubblicato: 20/05/2026 12:54

Il rapporto tra i cittadini e i complessi ingranaggi della macchina amministrativa dello Stato attraversa periodicamente fasi di forte tensione, specialmente quando le scadenze cruciali dell’anno si sovrappongono a rinnovamenti normativi non perfettamente assimilati dalle infrastrutture tecnologiche. Quando i sistemi centrali di calcolo manifestano anomalie sistemiche, l’effetto domino rischia di riversarsi direttamente sulle tasche e sulla serenità dei contribuenti. In un contesto in cui la precisione digitale dovrebbe garantire l’assoluta certezza del diritto e dei doveri fiscali, il susseguirsi di disallineamenti tecnici costringe le autorità a interventi d’urgenza in corsa, alimentando il dibattito sulla reale stabilità delle piattaforme informatiche pubbliche.

Il nuovo disguido sulle Certificazioni Uniche e le addizionali comunali

Ci risiamo. Dopo le Certificazioni uniche sbagliate per due milioni di percettori di Naspi, Cig, maternità e altre indennità Inps, ora l’errore riguarda i pensionati. L’Istituto ha lasciato vuota, in 270 mila Cu, la casella dell’addizionale comunale: una tassa trattenuta mese per mese sull’assegno, ma non riportata nel documento fiscale che alimenta anche la dichiarazione precompilata. L’errore sarebbe informatico. L’Inps assicura che solo una parte di quelle certificazioni è stata già consultata, e dunque forse utilizzata per il 730. I contribuenti interessati saranno avvertiti. La maggioranza, invece, non avrebbe ancora aperto il documento: quando lo farà, troverà già la versione corretta.

Nella gran parte dei casi, spiegano dall’Istituto, si tratta comunque di importi dell’addizionale comunale mancanti molto bassi, sotto la soglia dei 12 euro oltre la quale può scattare in futuro una richiesta del Fisco sotto forma di cartella. C’è però un altro punto: molti dei pensionati coinvolti sono deceduti. E in questi casi l’effetto dell’errore può trasferirsi su vedove, vedovi o eredi chiamati a presentare la dichiarazione. Come evidenziato dall’inchiesta firmata da Valentina Conte, l’Istituto ha confermato di essere già intervenuto per arginare il problema: «L’Istituto ha provveduto all’aggiornamento delle Certificazioni uniche trasmesse all’Agenzia delle Entrate», spiega in una nota. Ora sarà il Fisco ad adeguare le dichiarazioni precompilate destinate ai contribuenti.

Gli importi mancanti, sottolinea ancora l’Inps, «risultano di entità estremamente contenuta» e, «nella maggior parte dei casi», inferiori alla soglia di rilevanza fiscale di 12 euro. L’Agenzia delle Entrate completerà gli aggiornamenti nei prossimi giorni. A quel punto, avverte l’Istituto, i contribuenti dovranno fare riferimento «all’ultima Certificazione unica resa disponibile». Chi ha già scaricato o usato la Cu farebbe bene a controllare.

I precedenti della casella 718 e i cedolini gonfiati

È il secondo pasticcio in poche settimane sulle Certificazioni uniche. Il problema precedente riguardava la casella 718, decisiva per riconoscere il nuovo beneficio fiscale che ha sostituito il taglio del cuneo contributivo. Nelle prime Cu era stato indicato un codice sbagliato, con il rischio di escludere dal bonus chi ne aveva diritto. L’Inps ha poi corretto dopo la segnalazione della Cgil e i dati aggiornati sono confluiti nella precompilata. Ma il caso non è chiuso, perché secondo i Caaf Cgil anomalie simili possono riguardare anche altri sostituti d’imposta pubblici e privati.

Non è l’unico errore recente. A fine marzo l’Inps ha dovuto chiedere indietro somme pagate in più a oltre 20 mila pensionati. Nel cedolino di marzo alcuni assegni erano stati gonfiati fino a mille euro per l’applicazione indebita della nuova ulteriore detrazione fiscale prevista dalla legge di Bilancio. La misura, pensata per i lavoratori dipendenti tra 20 mila e 40 mila euro di reddito, era stata riconosciuta anche a pensionati che non ne avevano diritto. Il recupero è partito ad aprile per gli importi fino a 150 euro. Per le somme superiori, fino a mille euro, la restituzione è stata spalmata da maggio a dicembre, fino a otto rate. Una catena che ora si ripete: piccoli importi, spiegazioni tecniche, correzioni in corsa.

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Ultimo Aggiornamento: 20/05/2026 14:33

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