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“Ho provato un dolore enorme”. Vittorio Feltri, l’annuncio in lacrime: forte commozione

Pubblicato: 21/05/2026 15:26

Il panorama editoriale e politico italiano si è ritrovato ancora una volta a fare i conti con un’eredità intellettuale tra le più divisive, appassionate e taglienti della storia recente. In occasione di un importante convegno organizzato dalla Fondazione Luigi Einaudi presso la sala Zuccari del Senato, diverse figure di spicco del giornalismo e della cultura si sono riunite per commemorare una figura che ha segnato in modo indelebile il racconto del Novecento e dei primi anni del Duemila. L’incontro ha offerto lo spunto per una profonda riflessione non solo sul valore della libertà e sulla forza delle convinzioni occidentali, ma ha anche scatenato accesi dibattiti sulle tensioni geopolitiche attuali, dimostrando come lo spirito di quella narrazione sia più vivo e stimolante che mai.

Il commosso ricordo di Vittorio Feltri

Il direttore Vittorio Feltri ha aperto il suo intervento visibilmente emozionato, regalando al pubblico un ritratto intimo e inedito della grande scrittrice e giornalista Oriana Fallaci, di cui ricorre il ventennale della scomparsa. Feltri ha rievocato gli inizi della loro amicizia, nata quasi per caso nella redazione di un giornale grazie a un semplice pacchetto di sigarette offerto in un momento di necessità. Da quel piccolo gesto nacque un legame profondo, tanto che la Fallaci scelse proprio l’abitazione di Feltri come ultima tappa terrena prima della fine. Il direttore ha condiviso l’aneddoto di un regalo singolare, una pelliccia di visone, che custodisce ancora oggi a casa come un simbolo quotidiano del loro affetto. Il momento di maggiore commozione è giunto quando Feltri ha confessato il grande dolore per non essere riuscito a parlarle un’ultima volta prima della sua morte, a causa di un contemporaneo ricovero ospedaliero dello stesso direttore.

La libertà come dovere morale

Il presidente della Fondazione Einaudi, Giuseppe Benedetto, ha preso la parola per delineare la statura morale e civile della Fallaci, descrivendola come una donna straordinariamente libera e coraggiosa. Il presidente ha ricordato gesti storici e dirompenti, come la decisione di togliersi il velo islamico davanti all’ayatollah Khomeyni, e la sua fiera opposizione a ogni forma di fondamentalismo. Secondo il punto di vista di Benedetto, per la scrittrice la libertà non rappresentava affatto un privilegio da godere passivamente, bensì un preciso dovere morale da difendere a ogni costo. L’analisi si è poi spostata sulla premonizione della Fallaci riguardo al declino dell’Occidente, un sistema culturale che secondo la sua visione rischiava di crollare non tanto per la potenza dei nemici esterni, quanto per la fragilità e la debolezza delle proprie stesse convinzioni interne.

Anche il direttore del Tg La7, Enrico Mentana, ha voluto offrire il proprio contributo descrivendo la Fallaci come una vera e propria guerrigliera della libertà su tutti i fronti possibili. Mentana ha sottolineato la sua costante lotta contro ogni forma di oppressione, dalla dittatura greca fino alle minacce mediorientali alla convivenza civile. Ricordando i drammatici eventi dell’undici settembre, il direttore ha spiegato che i due aerei scagliati contro le Torri Gemelle hanno rappresentato un colpo definitivo alla presunta fine della storia e alla sicumera dell’Occidente. Nonostante non condividesse ogni singola tesi della giornalista fiorentina, Mentana ha riconosciuto il valore immenso del suo racconto in un momento decisivo della storia contemporanea, elogiando lo spirito di libertà come l’unica formula valida per affrontare l’esistenza.

Lo studio profondo e lo scontro ideologico

Il dibattito si è fatto particolarmente intenso con l’intervento di Fiamma Nirenstein, la quale si è rivolta direttamente ai giovani presenti in sala per smontare il mito di una scrittrice mossa da un cieco impulso emotivo. Al contrario, è stato evidenziato come la Fallaci avesse studiato a fondo i testi sacri e la geopolitica insieme a esperti del calibro di Bernard Lewis, arrivando a comprendere le radici della volontà di dominio racchiuse nel concetto arabo di terra della guerra. Questa analisi rigorosa l’aveva portata a ritenere impossibile un compromesso con quel mondo estremo. Successivamente, lo storico Ernesto Galli della Loggia ha ricordato l’enorme impatto della pubblicazione del volume intitolato la rabbia e l’orgoglio, un’opera capace di raccogliere un immenso consenso ma anche una vastissima ondata di sdegno e polemiche per la crudezza delle sue tesi.

Le scintille finali sulla questione mediorientale

La parte conclusiva del convegno ha vissuto momenti di forte tensione politica a causa di un acceso diverbio tra Mentana e Nirenstein focalizzato sulla questione della Flotilla. Il direttore del Tg La7 ha espresso dure critiche sulla gestione delle operazioni sul campo da parte delle forze israeliane, sostenendo che le immagini documentassero un trattamento delle persone previsto dai protocolli d’azione ufficiali e non riducibile alle sole provocazioni dei singoli esponenti politici. Questa posizione ha immediatamente suscitato la reazione contraria di Fiamma Nirenstein, che ha contestato radicalmente la ricostruzione dei fatti. La polemica ha coinvolto anche il pubblico in sala, provocando la plateale protesta dell’ex ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata, il quale ha abbandonato l’aula in segno di totale dissenso, dimostrando come i temi sollevati dalla Fallaci continuino a infiammare l’attualità.

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