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“Un ruolo pesantissimo”. Marina Berlusconi, il sondaggio spiazza tutti

Pubblicato: 24/05/2026 10:26
marina berlusconi

C’è un nome che torna ciclicamente a riaccendere conversazioni, retroscena e chat di famiglia: Marina Berlusconi. E ogni volta la domanda è la stessa, semplice e divisiva: potrebbe davvero guidare Forza Italia?

A riaprire il capitolo è un sondaggio Only Numbers per La Stampa, coordinato da Alessandra Ghisleri, volto storico delle rilevazioni e figura da anni legata all’universo berlusconiano.

Da manager a leader? come la vedono gli italiani

Prima ancora della politica, c’è l’immagine pubblica. E qui i numeri sono netti: per la maggioranza Marina Berlusconi resta soprattutto una figura del mondo dell’impresa.

Il 45,9% degli intervistati la identifica principalmente come manager e imprenditrice. Solo il 9,8% la vede già come una vera figura politica “sulle orme del padre”.

Il profilo “di sistema” e la parola chiave: stabilità

C’è però uno spazio intermedio, che oggi conta molto: il 30,7% ritiene che Marina Berlusconi incarni entrambe le dimensioni, economica e politica. Un’identità ibrida, che incuriosisce e fa discutere.

Secondo Alessandra Ghisleri, la presidente di Mondadori viene percepita come una figura “di sistema”, autorevole e rassicurante: più associata a stabilità e continuità che al modello del leader carismatico o populista.

Alla guida di Forza Italia? il paese si spacca

Quando il sondaggio entra nel vivo, cioè sull’ipotesi di vederla alla guida di Forza Italia, il clima cambia. E la fotografia è più complessa di quanto suggeriscano i titoli.

Nel confronto diretto, i contrari superano i favorevoli: il 40,7% si dice contrario, contro un 33,5% favorevole. In mezzo, un blocco tutt’altro che marginale: gli indecisi sono il 25,8%.

Il fattore riservatezza e l’effetto “non lo sappiamo ancora”

Quella quota alta di incertezza racconta anche un dato di costume: molti non hanno ancora “inserito” Marina Berlusconi nel format quotidiano della politica, fatta di talk show, dichiarazioni e battaglie di giornata.

Per Ghisleri, pesa proprio il profilo riservato mantenuto negli anni, con una presenza pubblica raramente esposta al confronto politico quotidiano.

Dentro il centrodestra: la Lega è la più convinta

Il passaggio più interessante arriva quando si guardano le risposte dei diversi elettorati del centrodestra. Perché il tema non riguarda solo Forza Italia: tocca gli equilibri dell’intera coalizione.

Tra gli elettori di Forza Italia, il 52% vedrebbe positivamente Marina Berlusconi alla guida del partito. Ma il dato che spicca è quello della Lega: i favorevoli salgono al 65,1%.

Fratelli d’Italia più cauta: l’effetto spazio moderato

Più tiepida, invece, la posizione degli elettori di Fratelli d’Italia: qui i favorevoli si fermano al 45,4%. Un consenso significativo, ma meno compatto rispetto agli altri bacini del centrodestra.

Secondo l’analisi, la prudenza non sarebbe legata a ostilità personale, ma al timore che una sua eventuale discesa in campo possa riaprire spazi politici moderati oggi occupati dalla leadership di Giorgia Meloni.

Il nodo del carisma: competenza sì, traino emotivo non sempre

Il sondaggio mette in evidenza un altro punto chiave: gli italiani sembrano riconoscerle competenza, affidabilità e capacità manageriali. Ma questo, da solo, non coincide automaticamente con il carisma richiesto a un capo partito.

Per Ghisleri, è la differenza tra una figura istituzionale autorevole e una leader capace di trascinare consenso popolare. Eppure il cognome Berlusconi continua a pesare: soprattutto tra gli elettori storici di Forza Italia, dove resta un segno identitario forte anche dopo la morte dell’ex premier.

E adesso? perché se ne parla ancora (anche senza segnali concreti)

Ad oggi, Marina Berlusconi non ha mai dato segnali concreti di voler entrare direttamente in politica. Ma il suo nome riemerge puntualmente quando si discute del futuro di Forza Italia e dei rapporti di forza nel centrodestra.

La sintesi del sondaggio è chiara: la sua figura ha un impatto simbolico e mediatico potente, ma l’eventuale trasformazione da manager a leader politica è, per ora, una storia tutta da costruire.

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