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Cartabianca, Giuseppe Conte massacrato in diretta! Battuta folgorante: “Golfo del Bengala”

Pubblicato: 27/05/2026 07:05

Confronto civile nei toni, ma durissimo nella sostanza, a Cartabianca, dove Giuseppe Conte e Mario Sechi si sono scontrati davanti a Bianca Berlinguer partendo dal risultato delle elezioni amministrative. Il leader del Movimento 5 Stelle e il direttore di Libero hanno discusso della sconfitta del centrosinistra, con particolare attenzione al voto di Venezia, diventato il caso politico più pesante per il campo largo dopo una campagna elettorale che sembrava potesse chiudersi in modo molto diverso.
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Lo scontro su Venezia

Il punto centrale del confronto è stato il risultato della Laguna, dove il centrodestra ha conquistato la città con un successo netto. Simone Venturini ha vinto al primo turno con il 51%, mentre Andrea Martella, candidato del Pd, si è fermato al 39%. Un risultato che ha spiazzato il centrosinistra, anche perché alla vigilia alcuni sondaggi avevano indicato un possibile vantaggio dello sfidante democratico. Per Sechi, però, la sconfitta ha avuto una causa politica precisa.

Il direttore di Libero ha attaccato frontalmente la strategia del centrosinistra, sostenendo che a Venezia sia stato cercato un consenso costruito intorno a una componente identitaria specifica. Da qui la battuta più dura della serata: “C’è una bella differenza tra il Canal Grande e il golfo del Bengala”. Una frase che ha immediatamente acceso il confronto in studio, costringendo Giuseppe Conte a replicare sul terreno dei diritti di cittadinanza e della partecipazione democratica.

La replica di Conte

Conte ha provato a ribattere sostenendo che, se i cittadini sono italiani, hanno pieno diritto a candidarsi. Il leader del Movimento 5 Stelle ha richiamato la Costituzione, i valori democratici e il rispetto dei diritti delle donne, accusando implicitamente Sechi di scivolare su un terreno discriminatorio. Secondo Conte, non si può mettere in discussione la piena legittimità politica di cittadini italiani solo per la loro origine familiare o culturale.

Sechi, però, ha respinto l’impostazione del ragionamento e ha tagliato corto: “Lei sa bene che non è questione di italiano o no”. Per il direttore di Libero, il nodo non era giuridico ma politico: la scelta del centrosinistra di costruire una parte della propria offerta elettorale su un certo tipo di rappresentanza. Una critica che Conte non ha raccolto fino in fondo, preferendo spostare la discussione sul piano dei principi costituzionali.

Il confronto si è poi allargato al governo e alla situazione economica. Conte ha accusato Giorgia Meloni di non aver presentato, in quattro anni, una vera misura di crescita. Secondo l’ex presidente del Consiglio, l’unico dato davvero in aumento sarebbe il peso politico di Fratelli d’Italia, non la forza economica del Paese. Una lettura respinta da Sechi, che ha riportato il problema dentro il quadro più ampio dell’Eurozona.

Per Sechi, infatti, la difficoltà principale non riguarda soltanto l’Italia, ma l’intero sistema europeo. Il direttore ha riconosciuto a Meloni il merito di aver sollecitato la Commissione europea a essere più incisiva, ricordando la competizione con Stati Uniti e Cina. Da una parte la supremazia tecnologica americana, dall’altra l’avanzata cinese nella manifattura e nell’automotive. In mezzo, secondo Sechi, un’Unione europea troppo concentrata sulle regole e troppo poco sulla crescita.

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Ultimo Aggiornamento: 27/05/2026 08:32

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