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Garlasco, in arrivo richiesta di processo per Andrea Sempio: la difesa ha depositato le consulenze

Pubblicato: 28/05/2026 13:25

Ci sono vicende giudiziarie che sembrano non chiudersi mai davvero. Anche quando una sentenza definitiva arriva, restano domande sospese, ricostruzioni contestate e dettagli che continuano a riemergere negli anni, alimentando nuovi dubbi e nuove ipotesi investigative. È ciò che accade quando un caso entra profondamente nella memoria collettiva e continua a dividere opinione pubblica, investigatori e consulenti.

A distanza di quasi vent’anni dai fatti, il delitto di Garlasco torna ancora una volta al centro dell’attenzione giudiziaria. Un’inchiesta che sembrava definitivamente archiviata sotto il profilo processuale è stata riaperta con nuovi approfondimenti investigativi e con una diversa lettura della scena del crimine rispetto a quella che aveva portato alla condanna definitiva dell’allora fidanzato della vittima.
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La nuova indagine sul delitto di Garlasco

È attesa per oggi la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Andrea Sempio, unico indagato nella nuova inchiesta aperta dalla Procura di Pavia sull’omicidio di Chiara Poggi, la giovane di 26 anni uccisa nella sua abitazione di Garlasco il 13 agosto 2007.

Per il delitto è stato condannato in via definitiva Alberto Stasi, fidanzato della vittima all’epoca dei fatti. Fu proprio lui, secondo la ricostruzione processuale ormai definitiva, a trovare il corpo della giovane nella villetta di famiglia quella mattina d’estate.

Le nuove indagini della magistratura pavese, però, stanno seguendo una direzione differente rispetto a quella emersa nel processo conclusosi con la condanna di Stasi. Al centro degli approfondimenti investigativi c’è ora la posizione di Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi e diciottenne al momento dell’omicidio.

Le nuove ricostruzioni investigative

Secondo la nuova ipotesi investigativa sviluppata dagli inquirenti, sulla scena del crimine non ci sarebbe stato Alberto Stasi ma proprio Andrea Sempio. Una ricostruzione che rappresenta un cambio di prospettiva significativo rispetto a quanto stabilito nelle sentenze definitive.

Gli investigatori stanno lavorando su consulenze tecniche e nuovi elementi raccolti nel corso delle indagini riaperte dalla Procura. Un’attività istruttoria che ha portato, nelle scorse settimane, alla chiusura delle indagini preliminari e che ora potrebbe sfociare formalmente nella richiesta di processo.

L’attesa riguarda quindi la decisione della Procura di Pavia, chiamata a stabilire se gli elementi raccolti siano sufficienti per chiedere il giudizio nei confronti dell’indagato.

La linea difensiva di Andrea Sempio

La difesa di Andrea Sempio continua però a contestare in modo netto la ricostruzione accusatoria. I consulenti incaricati dai legali dell’uomo hanno depositato perizie e valutazioni tecniche con l’obiettivo di escludere la presenza del loro assistito sul luogo del delitto.

Secondo la linea difensiva, gli elementi raccolti dagli investigatori non sarebbero sufficienti a collocare Sempio nella villetta di Garlasco nelle ore dell’omicidio. Le consulenze depositate mirano inoltre a mettere in discussione alcune interpretazioni investigative considerate centrali nella nuova inchiesta.

Il confronto tra accusa e difesa si concentra dunque soprattutto sugli aspetti tecnici e scientifici, destinati a rappresentare uno dei punti chiave dell’eventuale udienza preliminare.

Un caso che continua a dividere

Il caso Chiara Poggi resta uno dei più discussi della cronaca giudiziaria italiana degli ultimi decenni. La lunga vicenda processuale, culminata con la condanna definitiva di Alberto Stasi, sembrava aver chiuso il percorso giudiziario legato al delitto di Garlasco.

La riapertura delle indagini e il coinvolgimento di un nuovo indagato hanno però riacceso il dibattito attorno a uno dei casi più complessi e mediaticamente rilevanti degli ultimi anni.

Ora l’attenzione si concentra sulla possibile richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio, passaggio che potrebbe aprire una nuova fase processuale destinata a riportare ancora una volta davanti ai giudici il delitto avvenuto nella villetta di Garlasco nell’agosto del 2007.

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