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Pamela Genini, la notizia sulla testa: “Li hanno sequestrati a Francesco Dolci”

Pubblicato: 29/05/2026 08:12

Le grotte sono state esplorate una a una. I sentieri di montagna battuti per giorni. I cani molecolari hanno seguito ogni possibile traccia, mentre speleologi e carabinieri hanno scandagliato le aree considerate più sensibili dagli investigatori. Ma della testa di Pamela Genini non è emersa alcuna traccia.

Dopo settimane di ricerche concentrate tra boschi, terreni e cavità naturali, la Procura ha deciso di sospendere le operazioni sul campo. Una scelta che non segna la fine delle indagini, ma piuttosto un cambio di strategia.

L’attenzione degli inquirenti si sposta ora sugli strumenti tecnologici sequestrati a Francesco Dolci, unico indagato nell’inchiesta, mentre resta fissato un importante appuntamento giudiziario previsto per il 29 maggio.

Sospese le ricerche nelle aree considerate prioritarie

Le attività di ricerca si sono concentrate nelle proprietà riconducibili a Francesco Dolci e nelle zone circostanti di Sant’Omobono Terme, in provincia di Bergamo.

Sul posto hanno operato gli speleologi del Soccorso Alpino e unità cinofile specializzate dell’Arma dei Carabinieri, arrivate appositamente da Firenze.

Secondo quanto emerso, sono state controllate tutte le aree ritenute prioritarie dagli investigatori, quelle individuate sulla base degli elementi raccolti nel corso dell’inchiesta e considerate le più promettenti per un eventuale ritrovamento.

Non essendo emersi nuovi riscontri, la Procura ha deciso di interrompere temporaneamente le ricerche.

Francesco Dolci resta l’unico indagato

L’inchiesta prosegue comunque con Francesco Dolci che, al momento, resta l’unico indagato.

Nei suoi confronti vengono ipotizzati i reati di vilipendio di cadavere e furto della testa della vittima.

L’uomo risulta attualmente a piede libero.

Dal 3 giugno via alle analisi dei dispositivi elettronici

La prossima fase investigativa riguarderà l’esame dei dispositivi elettronici sequestrati a Dolci.

Il giudice ha infatti respinto la richiesta di incidente probatorio avanzata dalla difesa, consentendo alla Procura di procedere direttamente con gli accertamenti tecnici.

Le analisi prenderanno il via il 3 giugno e riguarderanno inizialmente il sistema di geolocalizzazione, per poi estendersi agli altri dispositivi ritenuti utili alle indagini.

Gli inquirenti sperano di ricavare elementi capaci di ricostruire spostamenti, contatti e attività dell’indagato nei periodi ritenuti rilevanti per l’inchiesta.

Il 29 maggio l’udienza davanti al Riesame

Un altro passaggio importante è previsto il 29 maggio.

In quella data si terrà infatti l’udienza davanti al Tribunale del Riesame, richiesta dalla difesa di Dolci per contestare la legittimità delle perquisizioni e dei sequestri eseguiti dai carabinieri nella sua abitazione di Sant’Omobono Terme.

L’esito dell’udienza potrebbe avere conseguenze significative sull’attività investigativa delle prossime settimane e sulla possibilità di utilizzare il materiale sequestrato nell’ambito dell’inchiesta.

Un caso ancora senza risposte

La mancata individuazione della testa di Pamela Genini rappresenta uno degli aspetti più delicati e inquietanti della vicenda.

Nonostante la sospensione delle ricerche sul territorio, gli investigatori continuano a lavorare per chiarire ogni dettaglio del caso, nella speranza che le analisi informatiche possano fornire nuovi elementi utili a ricostruire quanto accaduto e individuare eventuali responsabilità.

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