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Italiano intrappolato nella grotta, i soccorritori sono riusciti a liberarlo

Pubblicato: 01/06/2026 07:30

Si è conclusa all’alba di oggi, lunedì 1° giugno, la complessa operazione di soccorso che ha permesso di riportare in superficie un giovane speleologo rimasto intrappolato a 120 metri di profondità nella grotta dei Cinghiali Volanti, nel territorio di Garessio, in provincia di Cuneo. Dopo oltre dodici ore di lavoro ininterrotto, il ventenne ligure è stato estratto vivo e affidato alle cure dei sanitari, che ne hanno disposto il trasferimento in ospedale per gli accertamenti del caso.

L’allarme era scattato nel tardo pomeriggio di domenica 31 maggio, intorno alle 17, quando il ragazzo, impegnato in un’esplorazione della cavità, era rimasto bloccato con una gamba sotto un masso. Le condizioni dell’ambiente sotterraneo e la profondità del punto in cui si trovava hanno reso l’intervento particolarmente delicato e complesso.

Fin dalle prime ore sono entrati in azione i tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico, supportati dai vigili del fuoco e da squadre specializzate provenienti da Piemonte, Lombardia e Liguria. In totale sono stati coinvolti 42 operatori, tra cui otto sanitari e otto disostruttori, figure specializzate negli interventi di liberazione in ambienti ipogei.

Nonostante la situazione critica, il giovane è sempre rimasto cosciente e collaborativo. Accanto a lui hanno operato medici e soccorritori specializzati, che lo hanno assistito durante tutte le fasi dell’intervento, monitorandone costantemente le condizioni di salute.

Fondamentale si è rivelato il lavoro dei disostruttori, chiamati a rimuovere o ridurre la porzione di roccia che teneva immobilizzato l’arto del ragazzo. Ogni operazione è stata eseguita con estrema prudenza per evitare ulteriori traumi e garantire la sicurezza sia dell’infortunato sia delle squadre impegnate nel recupero.

Per coordinare le attività sottoterra è stata installata una linea telefonica lungo il percorso della grotta, consentendo un collegamento continuo con il centro operativo esterno. Parallelamente, i soccorritori hanno ampliato alcuni passaggi particolarmente stretti per consentire il successivo trasporto della barella verso l’uscita.

Alle operazioni hanno partecipato anche i vigili del fuoco volontari di Garessio e il nucleo SAF di Cuneo, che hanno fornito supporto logistico e assistenza nelle fasi più delicate del recupero. Un lavoro di squadra che ha permesso di affrontare con efficacia un intervento considerato tra i più complessi nel panorama del soccorso speleologico.

Dopo una notte di lavoro incessante, il recupero si è concluso con successo alle 5.40 del mattino. Il ventenne è stato finalmente riportato in superficie tra il sollievo dei soccorritori e dei familiari che hanno seguito con apprensione l’evolversi della situazione.

L’episodio riporta alla memoria un tragico precedente avvenuto proprio un anno fa, quando il noto speleologo Mauro Consolandi, 72 anni, perse la vita in seguito a un incidente in grotta. Questa volta, però, la professionalità e la determinazione delle squadre di soccorso hanno consentito di scrivere una storia dal finale positivo, evitando che l’incidente si trasformasse in tragedia.

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Ultimo Aggiornamento: 01/06/2026 10:14

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