
Una parata che, sulla carta, doveva essere solo celebrazione e bandiere. E invece la Festa della Repubblica del 2 giugno ha acceso il dibattito con un dettaglio impossibile da ignorare: l’assenza di Matteo Salvini alla tradizionale sfilata militare ai Fori Imperiali.
Un “buco” che ha fatto rumore perché in tribuna c’erano le massime cariche dello Stato, riunite accanto al presidente Sergio Mattarella. E sui social e tra i cronisti è scattata subito la domanda più gettonata della giornata: dov’era il vicepremier e ministro dei Trasporti?
La festa, il rituale e l’assenza che spicca
La mattinata romana si è chiusa come da copione: passaggio delle Frecce tricolori, atmosfera solenne e l’inno di Mameli intonato dalla fanfara dei carabinieri a cavallo. Una scena potente, amplificata dal peso simbolico della ricorrenza.
Quest’anno, infatti, ricorrono esattamente 80 anni dal 2 giugno 1946, quando gli italiani scelsero con un referendum di archiviare la monarchia e dare il via alla Repubblica e alla democrazia parlamentare. Proprio per questo, l’assenza del leader della Lega è stata letta da molti come un segnale, o quantomeno come un caso da chiarire.
La Russa rompe il ghiaccio (senza cercare colpevoli)
A commentare per primo, lasciando i Fori Imperiali, è stato il presidente del Senato Ignazio La Russa. Ha definito il 2 giugno la festa di tutti gli italiani, ma non ha nascosto un certo dispiacere per chi non era presente.
Poi, incalzato, ha ammesso di non aver visto Salvini. E ha allargato il discorso agli assenti in generale: tra le file dell’opposizione, ha sottolineato, l’unico capogruppo presente sarebbe stato quello di Italia Viva. Quindi la frase destinata a far discutere, senza cambiare tono: lui non si mette mai a chiedere dove siano gli altri, perché ciascuno è libero di stare dove preferisce.
Anche Tajani interviene: “Chiedete a lui”
Sulla stessa linea, ma con un passo ancora più prudente, si è mosso anche Antonio Tajani, ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio. Ai cronisti che gli chiedevano dell’assenza del collega, ha glissato: per le spiegazioni, ha invitato a rivolgersi direttamente a Salvini.
Tajani ha però ricordato che alla parata mancavano anche Giuseppe Conte ed Elly Schlein. E ha aggiunto che è sempre un dispiacere quando si salta un appuntamento così simbolico, soprattutto in una giornata pensata per unire.
La versione del Mit: “Era al lavoro per i trasporti”
A provare a spegnere la polemica sono state fonti del ministero dei Trasporti. Salvini, spiegano, avrebbe trascorso l’intera mattinata al lavoro, come già il giorno precedente, concentrato su dossier di trasporti e opere pubbliche, con il Pnrr in cima alle priorità.
Tra gli obiettivi indicati, anche quello di evitare lo sciopero dei ferrovieri annunciato per l’11 giugno. Una motivazione di servizio, dunque, per chiudere la lettura politica dell’assenza e riportare tutto sul terreno operativo.
Il vero nodo: lo sciopero dell’11 giugno
Ed è proprio qui che si sposta l’attenzione dei prossimi giorni. I sindacati di categoria — Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast Confsal e Orsa Trasporti — hanno proclamato per giovedì 11 giugno uno sciopero nazionale di 8 ore.
La mobilitazione, annunciata lo scorso 30 maggio, riguarda il personale delle aziende ferroviarie e degli appalti collegati, nella fascia oraria tra le 9.01 e le 17. Un’astensione che rischia di mettere in difficoltà migliaia di viaggiatori e che, secondo il ministero, sta tenendo impegnato il ministro proprio in queste ore decisive.


