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Vuole investirli! Caos nella città: cosa succede

Pubblicato: 02/06/2026 21:18

Un uomo di 60 anni di origine marocchina si trova attualmente nella casa circondariale di Campobasso dopo che il gip, su richiesta della Procura di Larino, ha emesso nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare. L’accusa è di tentato omicidio e lesioni: secondo gli investigatori, lo scorso 19 maggio avrebbe deliberatamente puntato la propria vettura contro un gruppo di tre persone sedute su una panchina a Civitacampomarano, piccolo comune del Molise. Le vittime sono riuscite a scansarsi appena in tempo, evitando conseguenze ben più gravi.

La dinamica ricostruita dai carabinieri al termine di circa dieci giorni di indagini è particolarmente inquietante. L’uomo non si sarebbe limitato a una prima manovra contro il gruppo: dopo il primo passaggio, avrebbe fatto retromarcia per tentare un secondo impatto, allontanandosi poi senza fermarsi. Sul posto non è stato trovato alcun segno di frenata, mentre sull’automobile sarebbero stati rilevati graffi compatibili con quanto raccontato dai testimoni presenti.

Le vittime e i soccorsi

Nonostante la prontezza di riflessi delle tre persone coinvolte, il trauma fisico è stato comunque significativo. Tutti e tre hanno riportato ferite di lieve entità — tra cui contusioni agli arti inferiori e un trauma da schiacciamento — e si sono recati in ospedale per ricevere le cure necessarie e formalizzare la denuncia. Sul luogo dell’episodio sono intervenuti i carabinieri della stazione locale e dell’Aliquota radiomobile di Larino, che hanno subito raccolto le testimonianze dei presenti, determinanti per identificare rapidamente il presunto responsabile.

L’uomo, già noto alle forze dell’ordine e domiciliato a Castelmauro, è stato rintracciato nella propria abitazione, dove avrebbe dichiarato di trovarsi per caso in zona e di avere rapporti conflittuali con alcuni residenti per vicende risalenti al suo matrimonio. Secondo quanto emerge dagli atti, le tre persone prese di mira sarebbero amiche dell’ex moglie, che vive nella stessa area e lavorerebbe nei pressi del luogo dell’aggressione.

Il movente e la misura cautelare

Gli inquirenti concentrano ora i propri approfondimenti proprio su questo nucleo relazionale: il gesto sembrerebbe maturato in un contesto di rancori accumulati nel tempo, alimentato da vecchie tensioni legate alla fine del matrimonio e ai legami dell’ex coniuge con le vittime. La valutazione sulla pericolosità sociale dell’indagato ha convinto la Procura a richiedere la misura più restrittiva, prontamente concessa dal giudice. Il 60enne attende ora nella casa circondariale di Campobasso la fissazione dell’interrogatorio di garanzia.

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