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“Può farlo!”. Beatrice morta a due anni, la decisione sulla mamma scatena la polemica

Pubblicato: 10/06/2026 11:19

Una vicenda giudiziaria e umana complessa si intreccia con il momento del dolore più estremo. In attesa delle esequie della piccola vittima, si apre ora anche il capitolo legato alla partecipazione dei familiari detenuti al funerale, un passaggio che aggiunge ulteriore tensione a una storia già segnata da accuse gravissime e da un’indagine ancora in corso.

Il caso riguarda la morte di una bambina di soli due anni, avvenuta a Bordighera lo scorso febbraio. Una vicenda che ha portato all’arresto dei genitori e che continua a essere al centro dell’attività investigativa della magistratura, in attesa degli ultimi riscontri medico-legali.
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L’autorizzazione del gip di Imperia

Emanuela Aiello, 44 anni, e il compagno Emanuel Iannuzzi, 42 anni, entrambi detenuti con l’accusa di maltrattamenti in famiglia aggravati dalla morte della figlia in concorso, hanno chiesto di poter partecipare ai funerali della piccola Beatrice, ottenendo il via libera del giudice per le indagini preliminari di Imperia.

La richiesta è stata presentata nei giorni scorsi e accolta dall’autorità giudiziaria, che ha ritenuto possibile concedere l’autorizzazione alla partecipazione alle esequie. La decisione rappresenta un passaggio delicato all’interno di un procedimento che resta ancora aperto e che coinvolge responsabilità tutte da accertare in sede processuale.

Al momento, tuttavia, non è ancora stata fissata la data del funerale, poiché manca il nulla osta definitivo della Procura, atteso dopo il deposito della relazione conclusiva del medico legale incaricato dell’autopsia sul corpo della bambina.

Beatrice, la bambina trovata morta a Bordighera

Il nodo delle esequie e la posizione del padre biologico

Alla cerimonia funebre dovrebbe prendere parte anche il padre biologico della piccola, Maurizio Rao, attualmente detenuto nel carcere di Sanremo per altri procedimenti penali e anch’egli accusato di maltrattamenti in una diversa fase della sua vicenda giudiziaria.

La presenza contemporanea dei genitori e del padre biologico, tutti detenuti, potrebbe rendere particolarmente complessa l’organizzazione del funerale. Per questo motivo non è escluso che la gestione dell’evento venga affidata alla Prefettura di Imperia, con l’obiettivo di garantire ordine e sicurezza durante lo svolgimento della cerimonia.

Tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella di un funerale a porte chiuse, una soluzione che consentirebbe di contenere eventuali criticità legate alla presenza simultanea di più soggetti coinvolti in procedimenti giudiziari distinti.

Un caso giudiziario ancora aperto

La vicenda della piccola Beatrice resta al centro di un’indagine complessa, che coinvolge più figure familiari e diversi filoni investigativi. Le accuse contestate agli indagati comprendono maltrattamenti, con aggravanti legate all’esito mortale della vicenda.

La Procura attende ora gli esiti definitivi degli accertamenti medico-legali per completare il quadro probatorio e procedere con le successive valutazioni. Solo dopo il deposito della relazione dell’autopsia potrà essere autorizzato il rilascio del nulla osta per le esequie.

Nel frattempo, la decisione del gip di consentire la partecipazione dei genitori detenuti ai funerali apre una fase delicata anche dal punto di vista umano e simbolico, in una storia che ha profondamente colpito la comunità locale.

La morte della bambina e le successive evoluzioni giudiziarie continuano infatti a suscitare forte attenzione, mentre le istituzioni sono chiamate a gestire con equilibrio ogni aspetto legato a una vicenda che unisce dolore privato e giustizia penale.

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