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Sette alpinisti morti in meno di 24 ore: la Valle d’Aosta di fronte a una tragedia senza precedenti

Pubblicato: 13/06/2026 16:14

La Valle d’Aosta si ritrova a fare i conti con una strage di alpinisti che non ha precedenti recenti: sette morti in alta quota nel giro di meno di ventiquattro ore, tra venerdì 12 e sabato 13 giugno 2026. Nella sola giornata odierna si sono consumati tre incidenti distinti sul Monte Bianco e sul Cervino, con un bilancio di quattro vittime. Il coordinamento degli interventi è affidato agli operatori del Soccorso alpino valdostano, che gestisce in parallelo le operazioni in collaborazione con i colleghi svizzeri e francesi.

Il primo incidente della giornata ha avuto per teatro il Monte Cervino. Un alpinista ha perso la vita: l’elisoccorso svizzero ha recuperato la salma, portata a Cervinia. Il compagno di cordata, rimasto illeso, è stato anch’egli portato a valle. Il Soccorso alpino della Guardia di finanza di Cervinia ha avviato le procedure di riconoscimento del deceduto.

Due incidenti sul massiccio del Monte Bianco

Sul ghiacciaio della Brenva, versante del Monte Bianco, un secondo alpinista ha trovato la morte. È intervenuto in elicottero il Pghm francese, che ha trasportato il corpo a Courmayeur; il riconoscimento spetta al Soccorso alpino della Guardia di finanza di Entrèves. Contemporaneamente, sulla cresta Kuffner al Maudit, lato francese, si consumava la terza tragedia della giornata: due alpinisti sono deceduti, con i soccorsi francesi intervenuti per competenza territoriale. I due interventi sul Cervino e alla Brenva si sono svolti in parallelo, con la Centrale unica Cus che ha tenuto i fili del coordinamento tra i vari enti di soccorso coinvolti.

La tragedia del Gran Paradiso: identificati i tre trentini

Il giorno precedente, venerdì 12 giugno, altri tre alpinisti italiani avevano perso la vita sulla parete Nord del Gran Paradiso, a una quota vicina ai 3.600 metri. La chiamata di soccorso era arrivata alla Cus poco dopo le 19.30, segnalando il mancato rientro del gruppo. L’intervento in elicottero aveva permesso di individuare rapidamente i corpi: i tre erano precipitati per quasi 400 metri dopo aver perso l’appiglio durante l’ascesa alla parete Nord. Sabato mattina ne è arrivata l’identificazione ufficiale. Si tratta di Antonio Sardano, 49 anni, nato ad Andria ma residente a Trento; Sergio Martinelli, 29 anni, nato e residente nel capoluogo trentino; e Maicol Zenatti, 38 anni, nato a Rovereto e residente a Brentonico. La stessa zona del Gran Paradiso era già stata teatro di una tragedia il 30 maggio scorso, quando un alpinista comasco di 54 anni era precipitato per 500 metri davanti al fratello e a un compagno di cordata.

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