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Alisya e Sarah Di Giacinto scomparse: ricerche al lago di Barrea, focus sui ponti del bacino

Pubblicato: 13/06/2026 19:46

Le ricerche di Alisya e Sarah Di Giacinto non si fermano. Le due sorelle, di 16 e 12 anni, sono scomparse sabato scorso e da allora non si hanno più notizie di loro. Fino al 2024 vivevano insieme, poi entrambe erano state accolte nella comunità educativa “Ofh Hope” di Civitella Alfedena, struttura residenziale dedicata a minori in condizioni di vulnerabilità o disagio familiare. La mamma, Valentina D’Acunto, ha lanciato un appello pubblico disperato, chiedendo che le figlie vengano ritrovate e rivolgendosi a chiunque sia a conoscenza di qualcosa affinché faccia la cosa giusta in questo momento così drammatico. Sul versante investigativo, gli inquirenti hanno a lungo sentito il fidanzato sedicenne di Alisya: il giovane ha risposto a tutte le domande dei militari e ha collaborato pienamente, ma dalle sue dichiarazioni non sarebbero emersi elementi utili a dare una svolta al caso.

Sommozzatori sul lago di Barrea

Le operazioni di perlustrazione si concentrano ora sia sulle aree boschive sia sulle acque del territorio. I sommozzatori hanno raggiunto il lago di Barrea, in provincia dell’Aquila, per ispezionare i fondali alla ricerca di qualsiasi indizio. Per il momento i vigili del fuoco non hanno effettuato immersioni profonde e si sono limitati a una ricognizione della superficie, con attenzione particolare ai due ponti che attraversano il bacino. Parallelamente, le sponde e le zone limitrofe vengono battute senza sosta. In prima linea c’è Italo, il cane molecolare della Protezione Civile di Tagliacozzo, impegnato a fiutare ogni possibile traccia lasciata dalle due adolescenti lungo i sentieri e nei pressi del lago.

Il contesto geografico pesa enormemente sull’andamento delle ricerche. Civitella Alfedena è un piccolo borgo di montagna nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: una zona di grande bellezza naturalistica, ma caratterizzata da boschi fitti, terreno impervio e dalla presenza del lago artificiale di Barrea. Tutti elementi che rendono le operazioni particolarmente complesse e faticose per le squadre di soccorso, costrette a muoversi su un territorio vasto e difficile da coprire in modo sistematico.

Nessuna pista esclusa

Gli investigatori non escludono alcuna ipotesi. La natura stessa del soggiorno delle due sorelle nella comunità educativa apre a scenari diversi, che vanno dall’allontanamento volontario — ipotesi classica quando si tratta di adolescenti — fino a possibilità ben più preoccupanti. Il fatto che i controlli si stiano concentrando sia sulle vie di comunicazione sia sui fondali del lago tradisce il timore degli inquirenti che le ragazze possano aver ricevuto un aiuto esterno per fuggire, o che possa essere accaduto un tragico incidente. Le indagini procedono su tutti i fronti, senza esclusioni.

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