
Una scossa di terremoto di magnitudo 3.1 ha interrotto il sonno di molti cittadini nelle prime ore di oggi, provocando momenti di apprensione e numerose segnalazioni alla rete di monitoraggio sismico. Il movimento tellurico è stato avvertito distintamente dalla popolazione, soprattutto nelle aree più vicine all’epicentro.
Il sisma si è verificato alle 4:34 della notte tra lunedì 15 e martedì 16 giugno. Alcuni residenti sono stati svegliati di soprassalto dalla scossa, percepita in diversi centri abitati dell’area interessata, anche se non si sono registrate particolari criticità.
Secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), il terremoto ha colpito l’Abruzzo, interessando la zona dell’Alto Aterno, alle porte del territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

L’epicentro è stato localizzato a circa quattro chilometri a nord del comune di Barete, in provincia dell’Aquila, mentre l’ipocentro è stato individuato a una profondità di 14,6 chilometri.
La scossa è stata avvertita in numerosi comuni dell’entroterra appenninico abruzzese e anche nel capoluogo L’Aquila, dove diversi cittadini hanno riferito di aver percepito chiaramente il movimento del terreno.
Fortunatamente, dalle prime verifiche effettuate sul territorio non risultano danni a persone o cose. Le autorità e gli enti competenti hanno continuato a monitorare la situazione nelle ore successive all’evento.
Nel raggio di dieci chilometri dall’epicentro si trovano cinque comuni, tutti situati in provincia dell’Aquila. L’area interessata dal sisma comprende piccoli centri montani caratterizzati da una consolidata attività sismica.
Allargando il raggio a venti chilometri, i comuni coinvolti diventano undici, compresa L’Aquila. Alcuni di questi centri si trovano nella confinante provincia di Rieti, nel Lazio, a conferma della diffusione della percezione della scossa su un’ampia porzione del territorio.
Dopo l’evento principale sono state registrate alcune repliche, tutte di intensità molto contenuta e inferiore a magnitudo 2. Una normale attività di assestamento che continua a essere monitorata dagli esperti, mentre resta alta l’attenzione nelle zone interessate dal terremoto.


